Duro attacco del deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi sulla destinazione dei fondi parlamentari previsti dalla Legge di Bilancio 2026. In una nota, il parlamentare riminese denuncia quello che definisce un ritorno alla “Legge Mancia”, con risorse pubbliche distribuite in modo arbitrario a Comuni e soggetti vicini alla maggioranza di governo.
Al centro della polemica, un fondo di 100 milioni di euro assegnato al Parlamento per interventi a favore di enti locali, infrastrutture, sport, cultura e patrimonio storico. “Fratelli d’Italia e Lega hanno deciso che ogni loro senatore potesse disporre di destinare una quota di quel fondo totalmente e in via arbitraria a chiunque si ritenesse”, spiega Gnassi. “Ne è nato un vero e proprio elenco di risorse destinate per mance e mancette territoriali, amicali e politiche”.
Per la provincia di Rimini, dagli atti del Senato emerge un unico caso: 240mila euro destinati al Comune di Coriano per “pianificazione strategica”, su proposta della senatrice Domenica Spinelli di Fratelli d’Italia, residente proprio a Coriano dove ha ricoperto il ruolo di vicesindaco.
“Non serve un progetto, non c’è una procedura selettiva, una valutazione del cosa e del come”, attacca il deputato dem. “Basta che un senatore di destra indichi il destinatario, metta accanto al nome una cifra e scriva genericamente pianificazione strategica, che vuol dire tutto e niente, e il gioco è fatto. Tutti gli altri Comuni rimangono a bocca asciutta”.
Gnassi rivendica invece la scelta del Partito Democratico di non spartire le risorse in quote individuali. “Con i fondi assegnati ai gruppi parlamentari del Pd abbiamo scelto di destinarli a un unico fondo nazionale per progetti contro la violenza di genere e per l’educazione civica dei giovani nelle scuole”, spiega. “Un fondo da circa 15 milioni di euro per il 2026 e altrettanti per il 2027, da ripartire tra tutti i Comuni d’Italia sulla base di progetti concreti, indipendentemente dal colore politico dell’amministrazione”.
Le risorse, precisa il parlamentare, saranno destinate alle scuole secondarie di primo e secondo grado per attività educative sul contrasto alla violenza contro le donne, la promozione delle pari opportunità e lo sviluppo della consapevolezza affettiva tra studenti. “Le scuole della provincia di Rimini potranno attingere e sviluppare progetti per migliaia di ragazzi”, conclude Gnassi. “Ogni cittadino potrà valutare la differenza tra chi usa i fondi pubblici per se stesso e solo per qualche Comune amico”.













