Cronaca. Rimini Baseball, il Comune scende in campo: parte civile nel processo per diffamazione

Il Comune di Rimini ha deciso di passare al contrattacco nelle aule di giustizia per tutelare il proprio onore e quello dei suoi rappresentanti. La Giunta comunale ha infatti deliberato ufficialmente la costituzione di parte civile nel procedimento penale che vede coinvolti l’ex amministratore e l’ex presidente della Rimini Baseball asd. I due dirigenti sportivi sono accusati di diffamazione aggravata, un reato che avrebbe colpito direttamente l’immagine dell’amministrazione e la figura pubblica dell’assessore Michele Lari.

La vicenda ha avuto origine alcuni mesi fa, quando l’ente locale ha sporto querela a seguito della diffusione di numerosi contenuti sulle piattaforme social Facebook e Instagram. Secondo quanto ricostruito, i post pubblicati dagli imputati presentavano toni denigratori e offensivi, giudicati lesivi della reputazione del Comune e del ruolo istituzionale ricoperto da Lari. L’attività della Procura, avviata subito dopo la denuncia, aveva inizialmente portato all’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti dei due vertici del sodalizio sportivo. Tuttavia, l’opposizione presentata dai legali dell’ex amministratore e dell’ex presidente ha trasformato il procedimento in un rinvio a giudizio, rendendo necessaria la fase processuale.

In vista del dibattimento, l’amministrazione ha affidato la propria difesa tecnica e la rappresentanza legale all’avvocato Maurizio Ghinelli. La partecipazione del Comune come parte civile mira non solo a sanzionare la condotta degli imputati, ma anche a richiedere il riconoscimento dei danni d’immagine subiti a causa delle dichiarazioni diffuse online.

Il confronto giudiziario entrerà nel vivo tra poche settimane: la prima udienza davanti al Tribunale di Rimini è stata infatti fissata per il prossimo 18 marzo. In quella sede, il giudice valuterà le responsabilità dei due ex vertici della Rimini Baseball in merito alle affermazioni pubblicate sui canali social, segnando un passaggio cruciale in una disputa che ha ormai superato i confini del dibattito sportivo per approdare definitivamente in quelli penali.