Nuovo articolo di EUALIVE.NET sul Titano: ”Il Tribunale di San Marino emette mandati di arresto in una presunta cospirazione per destabilizzare il micro-Stato”

Intanto, il Parlamento europeo si prepara a votare una relazione intermedia sugli Accordi di Associazione dell’UE con San Marino e Andorra

Georgi Gotev
EUalive
7 febbraio 2026
ore 17:35

In una drammatica escalation, venerdì il Tribunale di San Marino ha emesso un decreto che amplia le indagini penali sulla fallita acquisizione della Banca di San Marino (BSM) da parte di un gruppo bulgaro, contestando gravi accuse di cospirazione a carico di cittadini sammarinesi e di altri Paesi, al momento non nominati.

Il provvedimento li accusa di aver orchestrato un “piano parallelo” volto a minare le istituzioni di San Marino attraverso campagne mediatiche, pressioni politiche e minacce – azioni che il Tribunale descrive come prossime a un colpo di Stato.

Secondo quanto riferito, sarebbero stati emessi mandati di arresto, con ordini di custodia cautelare in celle separate per impedire comunicazioni tra gli indagati. Il decreto dispone inoltre perquisizioni domiciliari, il sequestro di smartphone, computer e altri dispositivi elettronici, nonché la clonazione forense dei dati per preservare le prove.

Sempre secondo le informazioni disponibili, due persone tra gli indagati sarebbero già in stato di arresto: una coppia di coniugi cittadini di San Marino.

Questo sviluppo arriva a breve distanza da una conferenza tenutasi a Bruxelles il 4 febbraio, organizzata da EUalive e intitolata “Micro-Stati e associazione all’UE: è il momento giusto?”.

L’evento ha esaminato il grado di preparazione di San Marino all’integrazione europea, mettendo in luce quella che i relatori hanno definito una “legislazione strana” del micro-Stato, che consentirebbe pratiche finanziarie opache e carenti di trasparenza – problematiche esemplificate dal fallimento dell’operazione bancaria di Christov. Alla conferenza, Assen Christov e altri relatori, tra cui l’ex ministro irlandese per gli Affari europei Dick Roche e l’avvocato sammarinese Francesca Maria Bacciocchi, hanno espresso preoccupazioni su lacune nella governance, debolezze nella vigilanza finanziaria e decisioni giudiziarie arbitrarie a San Marino.

Roche si è spinto fino a paragonare l’ingresso di tali pratiche nel mercato unico dell’UE all’“introduzione di cellule cancerogene nel corpo”, invitando a una pausa cautelativa sull’Accordo di Associazione. Bacciocchi ha condiviso la disputa decennale della propria famiglia con BSM, descrivendo abusi sistemici del sistema giudiziario e una “legislazione strana” che violerebbe il diritto alla difesa.

Il diplomatico sammarinese Lino Zonzini ha assistito al dibattito ma non ha chiesto la parola, rimanendo in silenzio di fronte alle critiche.

Appena due giorni dopo, il 6 febbraio, il decreto del Tribunale ha inquadrato la conferenza e la relativa copertura mediatica come parte della presunta cospirazione. Secondo il provvedimento, il “piano parallelo” avrebbe previsto una campagna di stampa e mediatica volta a rappresentare San Marino come non democratico e non conforme agli standard dello Stato di diritto, con l’obiettivo di costringere le istituzioni a negoziare per ottenere vantaggi illeciti – come l’autorizzazione all’acquisto della banca da parte di Christov o la restituzione dei 15 milioni di euro sequestrati.

L’atto di accusa contesta al gruppo reati contro l’integrità territoriale di San Marino e la libertà dei pubblici poteri, minacce all’autorità, falsa testimonianza e favoreggiamento. Sostiene inoltre che i 15 milioni di euro trasferiti come deposito per BSM avrebbero origine da frode, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo – affermazioni che Christov ha fermamente respinto, definendo il sequestro una “rapina autorizzata dallo Stato”. Il Tribunale esamina anche le accuse iniziali di corruzione privata e riciclaggio legate a un pagamento di “consulenza” da 500.000 euro, che sarebbe stato in realtà una tangente mascherata per influenzare l’operazione.

Al centro delle accuse figura la Starcom Holding JSC di Christov, uno dei maggiori conglomerati bulgari con interessi nei settori della finanza, delle assicurazioni, dell’automotive, dell’immobiliare e dell’energia. È interessante notare che, fino alla conferenza di Bruxelles, le accuse si concentravano prevalentemente sul presunto riciclaggio di denaro, mentre successivamente si sono focalizzate sulla cospirazione per destabilizzare il micro-Stato.

Mentre il caso si sviluppa, emerge che due persone si trovano in carcere sulla base di quella che appare come un’accusa di natura politica, relativa a un tentativo di destabilizzazione del Paese.

La vicenda solleva anche preoccupazioni più ampie sulla cosiddetta “legislazione strana” di San Marino, che secondo i critici consentirebbe azioni opache contro i media, anche esteri, come il sequestro di fondi, soffocando al contempo il dissenso. La Legge n. 40/2023 attribuisce all’Autorità per l’Informazione il potere di vigilare su media stranieri come EUalive che parlano di San Marino in modo “ricorsivo”. Questa legge, soprannominata “Legge Teodoro Lonfernini”, rischia di violare gli standard europei in materia di diritti umani e libertà di stampa, soprattutto nel contesto della spinta di San Marino verso l’Unione europea.

Nel frattempo, il Parlamento europeo è chiamato a votare in seduta plenaria mercoledì a Strasburgo una relazione intermedia sugli Accordi di Associazione dell’Unione europea con San Marino e Andorra.