San Marino, inchiesta BSM: la trasparenza è d’obbligo – di Emilio Della Balda

La tentata svendita della Banca di San Marino doveva certamente coprire grossi affari, visto l’accanimento con cui si è battuto un intero gruppo di persone a favore della svendita. Lo dimostra anche la durissima e inqualificabile reazione seguita al parere negativo di Banca Centrale. Mi riferisco all’attacco alla nostra Repubblica.

Ma, soprattutto, lo dimostra il clamoroso sviluppo delle indagini che ha portato i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, destinatari di misure cautelari personali ( arresti ) e reali ( sequestri ) per concorso in reati di eccezionale gravità.

L’accusa di attentato contro la integrità e la libertà della nostra Repubblica è spaventosa e deve suonare la sveglia al Paese anestetizzato.

Gli arresti per evitare il pericolo dell’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati sono molto preoccupanti perché significa che siamo fragili e siamo in pericolo. Significano che l’incrocio tra affari e politica è pernicioso e inaccettabile.

Ma, a questo punto, la questione va messa in chiaro. Massima copertura di segretezza per l’indagine giudiziaria che è nell’interesse dei cittadini e dello Stato. Ma, i nomi delle persone raggiunte da misure cautelari personali e reali devono essere resi noti perché i cittadini hanno il diritto di sapere chi attenta alla Repubblica, con chi hanno a che fare e a chi possono dare fiducia.

La trasparenza è d’obbligo.

Emilio Della Balda