Quella che era iniziata come un’indagine sulla scalata alla Banca di San Marino (BSM) si è mutata, nelle ultime ore, in un fascicolo d’inchiesta dai contorni inquietanti, capace di far tremare le fondamenta stesse delle istituzioni sammarinesi. Le ipotesi di reato che si leggono dal comunicato stampa del Presidente del Tribunale Giovanni Canzio non lasciano spazio a interpretazioni benevoli: si parla di attentato all’integrità territoriale e alla libertà della Repubblica. Un “piano parallelo”, che vedono coinvolti politici ed imprenditori, una trama sotterranea che mirava, secondo gli inquirenti, a destabilizzare il cuore della sovranità statale.
La reazione della politica non si è fatta attendere, manifestandosi con una fiammata di attività diplomatica e parlamentare. Due distinte richieste di convocazione straordinaria del Consiglio Grande e Generale sono state depositate sulla scrivania dei Capitani Reggenti, Matteo Rossi e Lorenzo Bugli.
Il Movimento Rete, che ha scelto la linea della massima esposizione mediatica con una conferenza stampa di fuoco, è stato il primo a chiedere chiarezza. A stretto giro, è arrivata la mossa di Domani Motus Liberi, che ha formalizzato la richiesta di un dibattito consiliare a metà mattinata. Il fronte delle opposizioni appare però frammentato nelle strategie: Repubblica Futura, per voce del coordinatore Marco Podeschi, ha scelto una via più attendista, convocando il proprio coordinamento per domani sera, pur non risparmiando critiche feroci a quello che definisce il “silenzio assordante” e la “latitanza” del Congresso di Stato.
Il Governo prova a riprendere le redini della situazione. Una seduta del Congresso di Stato è stata convocata d’urgenza dalle le 15:00 di oggi. L’obiettivo è chiaro: dare un segnale di presenza istituzionale di fronte a contestazioni che, nel codice penale, toccano i vertici della gravità.











