Forlì, Giorno del Ricordo: il Deputat romagnolo Morrone (Lega) attacca il negazionismo e commemora le vittime delle foibe

In un comunicato diffuso oggi dal segretario della Lega Romagna, il deputato Jacopo Morrone ha espresso una ferma condanna verso quello che ha definito un lungo silenzio ideologico sulla tragedia del confine orientale. In occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, Morrone ha ribadito la necessità di onorare le migliaia di martiri italiani vittime della “pulizia etnica” perpetrata dal regime comunista jugoslavo.

“L’ignominia del revisionismo, quando non del negazionismo storico, prosegue ancora oggi in certi ambienti della sinistra nostalgici del comunismo”, ha dichiarato Morrone nella nota ufficiale. Secondo il parlamentare forlivese, per decenni è stato messo un “silenziatore” sulla brutale crudeltà delle truppe di Tito nei confronti degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, massacrati o costretti all’esodo forzato lasciando ogni avere.

L’attacco del segretario della Lega Romagna punta il dito contro quella che definisce una mancata elaborazione dei fatti storici da parte di alcune aree politiche. “Certi ambienti non hanno ancora fatto i conti con le catastrofi prodotte dal totalitarismo comunista, né sono intenzionati a farli. È ora di dire basta alle manipolazioni che hanno cancellato le responsabilità dei partigiani comunisti jugoslavi, di cui il comunismo italiano era alleato”, ha incalzato il deputato.

Morrone ha poi ripercorso l’iter legislativo che ha portato al riconoscimento ufficiale della tragedia, ricordando come solo nel 2004 sia stato istituito per legge il “Giorno del Ricordo”. Un provvedimento arrivato tardi, secondo il segretario leghista, a causa di motivazioni puramente ideologiche che per anni avrebbero proibito di parlare di questi fatti persino nelle scuole.

Il comunicato si conclude con un appello alla vigilanza culturale e storica per evitare che la memoria delle vittime venga distorta. “Oggi siamo obbligati a ricordare e a sollecitare gli italiani a riflettere su quel lungo colpevole silenzio”, ha concluso Morrone, ribadendo che “ricordare è un obbligo morale, mentre sbugiardare negazionisti, revisionisti e giustificazionisti è un dovere civile”.