Il lungo e complesso giallo di via del Ciclamino si arricchisce oggi, martedì 10 febbraio 2026, di un nuovo e infuocato capitolo giudiziario che questa volta si sposta dalle aule del tribunale al mondo del web. La Procura di Rimini ha infatti messo sotto la lente d’ingrandimento 17 persone, tra cui figurano noti opinionisti e youtuber, accusati a vario titolo di diffamazione aggravata e cyberbullismo ai danni di Manuela e Loris Bianchi. L’annuncio arriva direttamente dal criminalista Davide Barzan il quale, insieme all’avvocato Nunzia Barzan, cura gli interessi dei due fratelli coinvolti nelle indagini sul brutale omicidio di Pierina Paganelli, un caso che vede attualmente il metalmeccanico Louis Dassilva come unico imputato davanti alla Corte d’Assise.
Al centro della denuncia depositata dai legali dei Bianchi ci sono i numerosi commenti e le analisi video pubblicati online durante le fasi investigative, che avrebbero oltrepassato il limite del diritto di critica trasformandosi in attacchi lesivi della dignità personale. Mentre Loris Bianchi risulta completamente estraneo all’inchiesta sul delitto, la posizione di Manuela è più sfaccettata: la donna è indagata per favoreggiamento nei confronti di Dassilva, suo ex amante. Dopo una fase iniziale caratterizzata da versioni ritenute contraddittorie dagli inquirenti, la Bianchi ha successivamente cambiato rotta durante un incidente probatorio, indicando la presenza dell’imputato nel garage del condominio proprio la mattina del 4 ottobre 2023, momento della scoperta del cadavere della suocera.
La battaglia legale non risparmia però nemmeno i professionisti impegnati nel processo. Un fascicolo parallelo sarebbe stato aperto nei confronti degli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, difensori di Louis Dassilva, a causa di una strategia comunicativa e processuale ritenuta offensiva. L’episodio chiave risale allo scorso 11 novembre quando, nel corso della terza udienza, l’avvocato Guidi rivolse a Giacomo Saponi — figlio della vittima e cognato di Manuela — una domanda shock su un presunto legame incestuoso tra i fratelli Bianchi. Nonostante il pronto intervento della giudice Fiorella Casadei, che ha immediatamente stralciato il quesito ritenendolo inammissibile, la difesa di Dassilva ha continuato a sostenere pubblicamente la necessità di esplorare questi aspetti per comprendere appieno il contesto familiare in cui è maturato l’omicidio.
La replica di Manuela Bianchi non si è fatta attendere, affidando ai microfoni televisivi di Quarto Grado il proprio sdegno per quelle che ha definito allusioni rivoltanti, sottolineando come sia lei che il fratello siano rimasti profondamente disgustati da tali insinuazioni. Secondo la donna, queste affermazioni rappresenterebbero solo un estremo tentativo della difesa dell’imputato di sviare l’attenzione dai fatti, una percezione che, a suo dire, sarebbe condivisa da chiunque conosca realmente la loro famiglia. Il procedimento per diffamazione e cyberbullismo dovrà ora stabilire se il confine tra cronaca, difesa e insulto sia stato definitivamente varcato.











