Italia, potere d’acquisto da record nell’UE: negli anni del governo Meloni redditi in crescita più che nel resto d’Europa

L’economia nazionale registra un primato continentale sul fronte dei redditi familiari. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’Eurostat, nel terzo trimestre del 2025 l’Italia ha segnato l’incremento più alto dell’intera Unione Europea per quanto riguarda il potere d’acquisto pro capite. I dati certificano una crescita dell’1,7% in termini reali rispetto ai tre mesi precedenti, un risultato che pone la Penisola davanti a tutte le altre economie comunitarie.

Le statistiche, rese note ieri, confermano le anticipazioni già fornite dall’Istat e delineano un quadro in netto miglioramento. Mentre Roma corre, le altre grandi potenze dell’Eurozona faticano a tenere il passo: nello stesso periodo la Spagna si è fermata a un +0,6% e la Germania allo 0,5%, mentre la Francia ha addirittura registrato una flessione negativa dello 0,3%. Il dato italiano supera anche quello di nazioni in forte sviluppo come Ungheria, Irlanda e Portogallo.

Allargando l’analisi al lungo periodo, emerge come il recupero sia strutturale. Confrontando i livelli attuali con quelli pre-pandemici (quarto trimestre 2019), il potere d’acquisto degli italiani è aumentato complessivamente del 7,7%. Anche in questo caso si tratta della performance migliore tra i grandi Paesi Ue, superiore ai risultati ottenuti da Francia, Spagna e Germania, nonché dai cosiddetti paesi “frugali” come Olanda e Svezia.

Alla base di questo balzo in avanti vi sono due fattori principali: il deciso aumento del numero degli occupati e il recupero dei salari reali, che stanno progressivamente riassorbendo l’impatto dell’inflazione registrata nel biennio 2022-2023. I numeri europei smentiscono la percezione di un impoverimento diffuso, evidenziando come l’Italia sia riuscita a garantire una crescita del reddito disponibile reale superiore al 3% anche nel confronto annuale tra la fine del 2024 e il 2025.