Fede, bellezza e spiritualità: nel ricordo di Fidenzio Basso
Sabato 14 febbraio alle 10 all’ISSR “A. Marvelli” un incontro dedicato allo scultore riminese. Intervengono mons. Francesco Lambiasi, Auro Panzetta e Antonella Chiadini.
Rimini, febbraio 2026 – Un incontro per riscoprire la figura e l’opera dello scultore riminese Fidenzio Basso, artista che ha intrecciato arte e spiritualità lasciando tracce significative in molte chiese del territorio. “Quando l’arte si fa preghiera. Fidenzio Basso: fede, bellezza e spiritualità” è il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato 14 febbraio a partire dalle 10 nell’Aula Magna dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) “A. Marvelli” (in via Covignano 265 a Rimini, a fianco della Chiesa di San Fortunato).
Sono previsti i saluti iniziali di mons. Nicolò Anselmi, vescovo della Diocesi di Rimini e di Marco Casadei, direttore dell’ISSR “A. Marvelli”.
Seguiranno gli interventi di mons. Francesco Lambiasi, vescovo emerito della Diocesi di Rimini, di Auro Panzetta, docente dell’ISSR “A. Marvelli” e di Antonella Chiadini, curatrice del volume “Arte come preghiera”.
Modera il docente dell’ISSR “A. Marvelli” Donato Piegari.
Fidenzio Basso è stato uno scultore riminese, profondamente legato alla comunità parrocchiale di San Giovanni Battista a Rimini. Il suo lavoro si è concentrato soprattutto su opere di carattere religioso e liturgico, capaci di trasmettere un intenso messaggio di fede e una forte dimensione spirituale.
Predilesse la scultura in pietra e realizzò lunette, formelle e arredi sacri integrati nelle architetture ecclesiastiche del territorio. Tra i suoi interventi si ricordano opere alla Pieve di San Salvatore, alla chiesa di Vergiano, alla cappella del Seminario vescovile di Covignano e nella chiesa del Villaggio Primo Maggio.
Il suo percorso artistico è stato spesso interpretato come una profonda unione tra arte e preghiera, espressione della sua stessa visione creativa. Il volume “Fidenzio Basso. Arte come preghiera” è stato edito da NFC nel 2015.
L’iniziativa nasce dal desiderio di custodire la memoria di un artista che ha contribuito al patrimonio spirituale e culturale riminese.
In allegato: locandina dell’evento.
Ufficio stampa











