Seduta congiunta della Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione e della Commissione Consiliare Permanente Finanze, Bilancio e Programmazione; Artigianato, Industria, Commercio; Turismo, Servizi, Trasporti e Telecomunicazioni, Lavoro e Cooperazione
Giovedì 12 febbraio 2026, mattina
Nella seduta di giovedì 12 febbraio 2026, le due Commissioni – riunite in seduta congiunta – riprendono il dibattito attorno al progetto di investimento riguardante l’aviosuperficie di Torraccia. Dopo la presentazione di due Ordini del giorno (uno della maggioranza e uno di D-ML), viene dato spazio alle repliche dei commissari.
Nicola Renzi (RF) sottolinea che nell’ordine del giorno non è scritto in modo esplicito se il prestito si farà oppure no e chiede una risposta netta, perché non si può “continuare ad andare presso altri Paesi” per trattare e poi non dare seguito. Per Renzi manca una scelta chiara e manca soprattutto un passaggio politico trasparente in Consiglio.
Sulla stessa linea Emanuele Santi (Rete), che parla apertamente di assenza di una posizione condivisa. Ricorda che da anni si parla di riqualificare l’area, ma sottolinea che oggi si discute di qualcosa che, a suo dire, non è ancora definito. Chiede un progetto preciso da portare ai cittadini, mette in guardia sui costi e insiste sul fatto che prima di qualsiasi intervento serva un confronto pubblico serio.
Fabio Righi (D-ML) allarga il campo e riporta il dibattito sulla trattativa con il fondo saudita. Ricorda che da sei anni esiste un’interlocuzione con un Paese sovrano e chiede alla maggioranza una risposta politica semplice: chiudere o no quell’accordo?
Antonella Mularoni (RF) evidenzia una frattura evidente tra il Segretario Pedini Amati e la sua maggioranza. Ricorda le parole del Segretario e le mette a confronto con un ordine del giorno che, a suo avviso, ridimensiona l’orizzonte parlando prima di consolidamento della pista attuale. Sottolinea inoltre che non si cita esplicitamente il prestito arabo e accusa il Governo di parlare di riduzione del debito senza indicare tagli concreti alla spesa.
Matteo Zeppa (Rete) sposta l’attenzione sui residenti di Torraccia, lamentando che le loro segnalazioni non siano state valorizzate nell’impianto dell’ordine del giorno. Per lui il confronto con il territorio arriva tardi e resta il nodo di chi gestisce oggi l’area e con quali regole.
Gaetano Troina (D-ML) parla di mancanza di visione complessiva. Si chiede dove siano le risorse e quale sia il disegno strategico. Anche sul prestito saudita insiste: se i finanziamenti arrivano su progetti definitivi, allora qual è il progetto definitivo? E soprattutto chi gestirà l’aviosuperficie?
Sara Conti (RF) tira le fila politiche del ragionamento e sostiene che il Congresso non stia operando in maniera collegiale. Riconosce a Pedini una coerenza personale, ma descrive una maggioranza impegnata a tenere insieme posizioni diverse. Parla di cittadini preoccupati e di un progetto che non appare chiaro né nei contenuti né nella gestione futura.
Sul fronte del Governo, il Segretario Marco Gatti afferma che il progetto esiste ed è approvato, anche se deve essere rafforzato su gestione e trasferimento di autorità. Conferma che i contatti con l’Arabia Saudita hanno portato a condizioni contrattuali definite, ma precisa che per andare avanti servirà una legge di spesa, perché il bilancio attuale non prevede ulteriori finanziamenti.
Il Segretario Federico Pedini Amati rivendica con forza la chiarezza dell’impostazione. Sostiene che l’ordine del giorno parli “esplicitamente dell’allungamento della pista a 900 metri” e che gli incarichi per il progetto siano già stati conferiti. E insiste: nessuno vuole una gestione opaca, ma portare avanti una linea che, a suo dire, tutti i governi degli ultimi vent’anni hanno evocato senza realizzarla. “Questo Governo, nella sua interezza, è d’accordo ad andare avanti con questa progettualità” afferma. Il Segretario Matteo Ciacci chiude con un elenco di cantieri già avviati per dimostrare che non si tratta di annunci. Ricorda gli espropri già finanziati e sostiene che quando si esercita un’espropriazione lo si fa perché esiste un progetto.
Fabio Righi (D-ML), nel presentare l’ordine del giorno del suo gruppo, insiste sulla necessità “di dotarsi di una visione chiara e strutturata di sviluppo economico” e propone un piano decennale con un “tavolo di lavoro condiviso” tra istituzioni, politica e parti sociali. Ribadisce la mancanza di “un’idea complessiva di Paese” e sostiene che serve dare “un segnale di ordine verso gli investitori esteri”. Rilancia l’idea di “un vertiporto” che potrebbe attrarre aziende che costruiscono queste piattaforme di volo, diventando un volano per ulteriori investimenti”, sostenendo che non è fantascienza e che potrebbe conciliare sviluppo e tutela dei residenti.
Dalibor Riccardi (Libera) difende invece la linea della maggioranza: il progetto è “qualificante e necessario”, ma la priorità è completare ciò che è già approvato e finanziato e costruire un percorso chiaro, con “informazione istituzionale adeguatamente chiara e tempestiva”.
Alice Mina (PDCS) dichiara il sì del suo gruppo e definisce il documento “prudente” e “di equilibrio”, perché chiede “entro giugno 2026” una visione organica che arrivi “fino a un massimo di 900 metri”, ma dentro una cornice di sostenibilità e sicurezza, senza “sviluppi indefiniti”. Mina respinge l’idea che tutto sia dilettantismo e precisa un punto politico: “Non vogliamo vincolare in maniera esclusiva lo sviluppo dell’aviosuperficie di Torraccia alla proposta di finanziamento del Fondo Sovrano saudita”.
Nicola Renzi (RF) attacca il Governo: “ci ha detto che arrivavano i soldi degli arabi per fare la pista, che il progetto c’era già: tutte cose che non sono vere”. Chiude con un’accusa netta sul metodo: “Non si può lasciare andare avanti qualcuno e poi tirarsi indietro, facendo fare al Paese pessime figure internazionali. Questa è la vergogna più grande”.
Iro Belluzzi (Libera) ribadisce che l’ordine del giorno della maggioranza dà un mandato per “uscire da un impasse imbarazzante” e insiste su una lettura: si procede sulla messa in sicurezza e sull’asfaltatura già finanziata, mentre l’eventuale sviluppo a 900 metri verrà valutato con progetto complessivo e condivisione con chi vive nell’area; aggiunge che il finanziamento saudita “non è elemento vincolante”.
Gerardo Giovagnoli (PSD) interpreta la seduta come il momento in cui si mette “una parola definitiva sulla scelta di realizzare quest’opera”. Valuta l’Odg della maggioranza come “un documento prudente, ma oserei dire completo, perché tiene conto delle complessità di un’opera che è da decenni sul tavolo e che ora trova una possibilità definita di sviluppo, con tempi anche rapidi”.
Gian Nicola Berti (AR) si concentra sul piano pratico: avviare e concludere l’asfaltatura della pista attuale, perché spesso “quando si vogliono fare le cose si dà incarico per realizzarle, quando non si vogliono fare si moltiplicano i progetti”.
Emanuele Santi (Rete) parla di “ennesimo psicodramma tra maggioranza e Governo” e dice che su un’opera così non si può procedere “con due binari diversi”. Contesta l’idea di fare subito lavori sui 600 metri se poi si ipotizza davvero l’estensione, perché teme di “spendere soldi una volta e poi una seconda volta”, e chiede chiarezza su controlli e gestione: “chi controlla cosa arriva in quell’aeroporto, cosa atterra?”.
Nel finale, a prendere la parola è il Segretario di Stato Federico Pedini Amati che non nasconde una certa amarezza, rivendicando il percorso portato avanti negli anni. Dice che il suo obiettivo è uno solo: “che si spendesse il meno possibile per un’opera infrastrutturale che ritengo strategica”, ma riconosce che “la maggioranza ha deciso di interpretarlo in un’altra maniera. Ne prendo atto”. Poi entra nel merito: “non sono andato autonomamente a cercare finanziamenti per un’opera che non ho deciso io. Era prevista in un programma di governo, con l’avallo della maggioranza e del governo”. A quel punto dichiara di prendere atto che “non si vuole andare avanti con il finanziamento dell’Arabia Saudita”, e collega la scelta a un danno reputazionale: “Stiamo facendo l’ennesima figuraccia… non è un dispetto fatto a me, è fatto nei confronti di uno Stato sovrano”.“Renderò pubblici tutti i documenti alle opposizioni e all’intera popolazione di San Marino” annuncia Pedini. Prima della conclusione: “ Questa è, per quanto mi riguarda, l’ennesima conferma dello scollegamento – non di tutta la maggioranza, ma di una parte della maggioranza – con l’intero Governo”.
Nel finale, spazio al comma “Comunicazioni”, dove il filo conduttore è doppio: da una parte la richiesta di riattivare subito i lavori della Commissione Finanze su cartolarizzazione e sistema bancario; dall’altra la preoccupazione politica e istituzionale per ciò che sta accadendo attorno al percorso di associazione con l’Unione Europea e alle tensioni legate alla vicenda bulgara. L’Aula accoglie in maniera molto positiva il voto del Parlamento europeo sul percorso di associazione, arrivato nella giornata di ieri. Su questo punto l’aula mostra un orientamento sostanzialmente convergente, al di là delle diverse sensibilità politiche.
Gli Odg sono messi in votazione: quello della maggioranza è accolto, mentre quello di D-ML è respinto.











