Cronaca. Ferrovie sotto scacco: tra sabotaggi anarchici e guasti tecnici è emergenza totale sulla rete italiana. Oggi ancora disagi

Il sistema ferroviario nazionale sta attraversando una settimana di criticità senza precedenti, stretta in una morsa che unisce deliberati atti di sabotaggio a pesanti disservizi tecnici. La giornata di oggi, giovedì 12 febbraio 2026, si è aperta con l’ennesimo scenario di crisi per migliaia di passeggeri: un guasto a un convoglio bloccato nel Milanese ha innescato una reazione a catena che ha paralizzato i collegamenti verso Bologna, Genova e l’intero asse veneto, con ritardi che hanno sfiorato i 100 minuti. Questo episodio rappresenta però solo l’ultima tessera di un mosaico di illegalità e danni strutturali che sta colpendo le arterie del trasporto italiano.

La scia di violenza è iniziata lo scorso sabato 7 febbraio, quando una serie di attacchi coordinati ha messo in ginocchio l’Alta Velocità nelle zone di Castel Maggiore e Pesaro. L’offensiva è proseguita senza sosta nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio, con il danneggiamento mirato dei cablaggi che gestiscono i nodi merci nel Bolognese. L’ultimo atto di questa escalation si è consumato appena ieri notte ad Abbadia Lariana, in provincia di Lecco: le fiamme hanno devastato sette cavi di una centralina di scambio sulla tratta che collega Milano alla Valtellina, confermando la capillarità di queste azioni dolose.

Le indagini, coordinate dalla Digos e dal pool “Terrorismo” della Procura di Bologna sotto la guida dell’aggiunta Morena Plazzi, si stanno concentrando sugli ambienti dell’anarco-insurrezionalismo. Il sospetto degli inquirenti trova riscontro in alcuni messaggi apparsi sui blog di area, dove spicca lo slogan diretto contro le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, descritte dai sabotatori come un emblema del controllo e del capitale. Al momento, gli esperti della scientifica sono al lavoro per isolare tracce biologiche sui luoghi dei blitz e analizzare i contenuti delle rivendicazioni per identificare i responsabili.

I numeri diffusi dal Viminale delineano un fenomeno in preoccupante espansione: se nel 2023 non si era registrato alcun attacco e nel 2024 gli episodi erano stati nove, il 2025 si è chiuso con ben 49 casi accertati. La geografia dei danni copre l’intera penisola, da Agrigento a Bergamo, toccando snodi nevralgici come Roma, Napoli, Venezia e Firenze. Sulla questione è intervenuto con fermezza il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, definendo queste azioni come opera della criminalità organizzata e un vero e proprio attacco al Paese. Il Ministro ha confermato l’innalzamento del livello di allerta, assicurando che l’impegno attuale è volto non solo all’individuazione dei colpevoli, ma anche alla richiesta di risarcimento per i danni causati alla collettività, ribadendo che tali gesti non resteranno impuniti.