In attesa della decisione del Collegio dei Garanti, il 2 marzo al via la raccolta firme per i quesiti su incompatibilità e ineleggibilità
Il Comitato I CapiFamiglia comunica l’avanzamento dei lavori per la predisposizione di un quesito referendario volto a rafforzare, sul piano normativo, il principio secondo cui il denaro contante debba essere riconosciuto per legge quale forma legale di pagamento, obbligatoriamente accettata da tutte le amministrazioni pubbliche e da tutte le attività commerciali operanti sul territorio nazionale.
La proposta referendaria intende inoltre garantire che la documentazione in formato cartaceo continui ad avere piena validità giuridica e operativa nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti privati.
Il quesito in fase di elaborazione mira a stabilire un principio di equilibrio fondato sulla libertà di scelta, prevedendo che:
- il contante sia sempre accettato come mezzo di pagamento legale;
- il cartaceo resti pienamente valido;
- il digitale sia uno strumento alternativo e facoltativo;
- nessuna attività commerciale sia obbligata per legge a dotarsi o utilizzare strumenti di pagamento digitale;
- l’uso del contante non possa costituire motivo di controllo, limitazione, segnalazione o discriminazione da parte degli istituti bancari o di altri intermediari finanziari;
- sia espressamente consentito per legge agli esercenti esporre cartelli o avvisi indicanti l’accettazione esclusiva del pagamento in contanti, senza che ciò comporti sanzioni, limitazioni o obblighi aggiuntivi.
L’iniziativa si fonda sull’esigenza di tutela dei diritti fondamentali, della libertà economica e della parità di accesso ai servizi pubblici e alle attività economiche. Secondo il Comitato, la transizione tecnologica non può comportare l’imposizione di costi, vincoli o adempimenti tecnologici a carico degli esercenti, né forme indirette di sorveglianza finanziaria sui cittadini.
Particolare attenzione viene posta alla necessità di prevenire possibili derive in cui l’infrastruttura digitale possa assumere una funzione di controllo, condizionamento o limitazione dell’esercizio delle libertà individuali, specialmente in contesti di dissenso politico o sociale.
La proposta mira in particolare a tutelare:
- le persone anziane;
- i cittadini con difficoltà di accesso alle tecnologie;
- chi vive in aree con scarsa copertura digitale;
- chi preferisce strumenti tradizionali;
- chiunque voglia preservare la propria autonomia e riservatezza.
La proposta referendaria si inserisce in una visione di pluralità degli strumenti, volta a garantire:
- neutralità tecnologica dell’ordinamento;
- libertà di iniziativa economica;
- tutela della riservatezza;
- accessibilità universale ai servizi.
In attesa della sentenza del Collegio dei Garanti, il Comitato I CapiFamiglia sta lavorando anche ad ulteriori quesiti referendari in materia di diritti civili ed equilibri istituzionali.
Si comunica inoltre che il 2 marzo verrà ufficialmente annunciato e avviato il percorso di raccolta firme per i quesiti sull’incompatibilità e ineleggibilità, aprendo una nuova fase dell’iniziativa referendaria del Comitato.
Nei prossimi mesi proseguiranno le attività di definizione tecnica dei testi e di confronto con cittadini, professionisti ed esperti del settore giuridico.
Comitato I CapiFamiglia












