San Marino. Pubblicità su siti e testate estere (anche italiane) da parte di enti sammarinesi: Facciamo chiarezza tra fake news e realtà normativa

Negli ultimi consigli ed anche in quest’ultimo, alcuni esponenti politici — tra cui i consiglieri Casali, Renzi e Carattoni ovviamente di Repubblica Futura — hanno criticato aspramente la presenza di inserzioni pubblicitarie di enti statali sammarinesi su GiornaleSM. Alcuni sono arrivati a sostenere che tale pratica sia vietata dalla legge.

Questa è una fake news.

Cosa dice davvero la Legge

Contrariamente a quanto dichiarato in Aula, la collaborazione tra enti pubblici e siti e testate d’informazione estere è non solo permessa, ma disciplinata con precisione dalla Legge n.40/23 (Legge sull’Informazione Lonfernini) — ironicamente, la stessa che include l’emendamento sulla “ricorsività” presentato proprio dal consigliere Nicola Renzi.

L’Articolo 29 della suddetta legge parla chiaro:

Art. 29 (Contributi per promozione di Autorità, enti e uffici pubblici) “Segreterie di Stato, Enti Pubblici, UO della Pubblica Amministrazione, enti e società pubbliche o controllate dall’Eccellentissima Camera, per pubblicità e/o campagne su attività a carattere prettamente territoriale da questi promosse, sono tenuti ad utilizzare le risorse finanziarie stanziate prevalentemente su testate e pubblicazioni regolarmente registrate ai sensi della presente legge.”Legge n.40/2023

L’importanza del termine “Prevalentemente”

L’uso del termine “prevalentemente” nel testo di legge conferma che gli enti pubblici hanno la facoltà (e il dovere di efficacia) di investire anche su siti e testate estere, come quelle italiane, che garantiscono visibilità. GiornaleSM, essendo una realtà consolidata e con un ampio seguito, rappresenta un veicolo di diffusione fondamentale per le comunicazioni di carattere territoriale.

È bene ricordare che chi sceglie di investire in spazi pubblicitari sul nostro portale agisce nel pieno rispetto delle norme vigenti. Sostenere il contrario non è solo un grossolano errore tecnico o una svista politica, forse voluta: è un deliberato tentativo di disinformazione che non solo danneggia il libero mercato dell’informazione, ma si configura come una diffamazione conclamata.

Attribuire falsamente l’illegalità di un atto (la pubblicità su un sito o su una testata estera – anche italiana) a enti pubblici è un’affermazione grave che ne lede l’onorabilità e la correttezza amministrativa.

Consiglieri di Repubblica Futura distorcere la realtà normativa per colpire un sito che scrive ricorsivamente su San Marino non è politica, è un autogol che lede la dignità delle istituzioni.

Arrivederci,

Marco SeveriniDirettore di GiornaleSM