San Marino. Consiglio Grande e Generale – Lunedì 16 febbraio mattina. Report by Askanews

I lavori del Consiglio Grande e Generale – nella prima seduta della sessione di febbraio di lunedì 16 – si aprono con il comma “comunicazioni” e il riferimento dei Segretari di Stato su alcune tematiche: la regolamentazione degli spazi radiofonici e televisivi in occasione della campagna di presentazione per le elezioni dei Capitani di Castello e delle Giunte di Castello svoltesi il 23 novembre 2025; il Tavolo per il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo; le attività svolte dal Corpo di Polizia Civile nel settore indagine e controllo delle attività economiche. 

Il dibattito si accende proprio attorno alla relazione del Servizio Indagine e Controllo delle Attività Economiche.

Secondo Guerrino Zanotti (Libera), i dati contenuti nella relazione non devono restare riservati perché non coperti da segreto e perché raccontano una realtà che è giusto rendere pubblica. La fotografia che emerge non è rassicurante. In settori come bevande, integratori, cosmetica, prodotti per fumatori ed e-commerce proliferano società che nascono, fatturano cifre elevate verso clienti italiani e poi chiudono dopo uno o due anni, spesso a seguito di interventi dell’Agenzia delle Entrate. Zanotti segnala un dato: 3.440 telefonate nei primi quattro mesi del 2025 da consumatori italiani che denunciano truffe. “La credibilità di un Paese si costruisce con i fatti. Oggi i fatti ci dicono che esiste un problema che non possiamo permetterci di ignorare”. Sulla stessa linea, ma con toni ancora più duri, Matteo Zeppa (Rete) parla di “ennesimo grido d’allarme” lanciato dalle forze dell’ordine e accusa la politica di restare “colpevolmente sorda e silente”. Dipinge un sistema in cui le norme sono monche e le sanzioni irrisorie. Il quadro che descrive è “devastante”, con il rischio che fuori dai confini si sia ormai capito che qui “è possibile delinquere e, soprattutto, farla franca”.

Fabio Righi (D-ML) contesta la lettura secondo cui le norme approvate nella scorsa legislatura – e cita in particolare il Decreto 50 del 2024 – avrebbero alleggerito i controlli. A suo avviso è un’interpretazione errata: quel decreto non elimina controlli, li riorganizza. Il problema, insiste, non è il certificato penale preventivo di chi apre un’attività, ma l’operatività concreta: frodi IVA, triangolazioni, fenomeni che non si fermano con un controllo formale all’ingresso ma con verifiche efficaci sul campo. 

Maria Katia Savoretti (RF) attacca il Governo su Villa Filippi e sull’aviosuperficie di Torraccia, denunciando mancanza di chiarezza e risposte “poco trasparenti, molto fumose”. Su Villa Filippi chiede dove siano i pareri tecnici e perché il bando di vendita non preveda vincoli adeguati per un bene che definisce patrimonio culturale dell’intera Repubblica. Sull’aviosuperficie – al centro di una recente Commissione – evidenzia contraddizioni interne, tra annunci di prestiti mai concretizzati e misure ridimensionate: “il Segretario Pedini Amati si trova sconfessato, prima sulle serate medievali dalla sua stessa maggioranza, ora sul prestito dall’Arabia Saudita che non si farà”.

Carlotta Andruccioli (Domani Motus Liberi) sposta il fuoco sul ruolo istituzionale e sull’immagine che si offre ai cittadini. Le istituzioni, ricorda, non sono autoreferenziali ma esistono perché ricevono un mandato che non è “una delega in bianco”. Denuncia litigi pubblici, contrasti in Commissione e una politica che, a suo dire, si concentra su equilibri interni anziché su visione e credibilità. Chiede più serietà, più trasparenza e un confronto su temi strutturali come scuola, disagio giovanile e uso dei social da parte dei minori.

Informazione e disinformazione sono al centro dell’intervento di Andrea Menicucci (RF) che dà lettura di un apposito ordine del giorno. Esso impegna il Governo ad avviare rapidamente un confronto con l’Autorità Garante per l’Informazione e con la Consulta dei giornalisti per individuare strumenti normativi contro disinformazione e discorsi d’odio, e a presentare entro tre mesi uno o più progetti di legge in materia.

Emanuele Santi (Rete) si sofferma sul caso 3Rooks Money. Ricorda che il 26 gennaio Banca Centrale ha avviato l’amministrazione straordinaria dell’istituto di moneta elettronica, sciogliendone gli organi. Secondo Rete, la stessa compagine era stata sanzionata nel 2021 dall’autorità di vigilanza maltese. “Come è stato possibile che soggetti sanzionati nel 2021 per fatti di tale gravità abbiano potuto costituire una società a San Marino nel dicembre 2023 e ottenere l’autorizzazione a operare?” si domanda Santi, annunciando una richiesta di chiarimenti formali su autorizzazioni, controlli e attività svolte.

William Casali (PDCS) compie una relazione sul comparto digitale. Cita i dati emersi dal convegno “San Marino Digital Hub”: 72 imprese digitali, 120 milioni di euro di fatturato aggregato nel 2024, oltre 800 addetti. A queste si aggiungono le realtà riconducibili a San Marino Innovation, circa 130 imprese ad alto contenuto tecnologico, 100 milioni di fatturato stimato e più di 300 occupati diretti. A stretto giro arriva la replica del Segretario di Stato per l’Attrazione degli investimenti turistici, Federico Pedini Amati, che interviene per “fare chiarezza, una volta per tutte” sull’aviosuperficie. Respinge l’idea di una spaccatura tra Governo e maggioranza e rivendica l’unitarietà del Congresso di Stato sul prestito saudita. Rammenta che esistono delibere formali che autorizzano la richiesta di finanziamento all’Arabia Saudita a un tasso dell’1,5% per 18 anni, e che non si tratta di una scelta personale ma collegiale. Ricorda però che nell’ultima Commissione congiunta sono state fatte “due affermazioni non chiarissime”, arrivate in quel contesto “non da tutta la maggioranza, ma in particolare da esponenti di Libera e della Democrazia Cristiana”. Pedini Amati porta il confronto sul piano economico: se per un investimento complessivo di circa 10 milioni si può accedere a un finanziamento pagando circa 3 milioni di interessi complessivi, contro i 12 milioni che deriverebbero da un tasso al 6,5%, la scelta – dice – è evidente. “Accetto i punti di vista diversi – conclude – ma non posso accettare un’impostazione che, a mio avviso, va contro l’interesse del Paese”.

Massimo Andrea Ugolini (PDCS), sempre in tema di aviosuperficie, chiarisce che la posizione espressa in Commissione dal presidente della Democrazia Cristiana, Alice Mina, è la linea ufficiale del partito ed è cristallizzata nell’ordine del giorno votato. Ugolini non mette in discussione la strategicità dell’infrastruttura, ma insiste su prudenza ed equilibrio. Prima di qualsiasi scelta occorre ripresentare un progetto completo, chiarire aspetti fondamentali come sicurezza, controllo e soprattutto gestione futura: se lo Stato ha già investito milioni in espropri e ulteriori stanziamenti sono previsti, non si può immaginare una conduzione “amatoriale”. Serve, secondo Ugolini, un confronto istituzionale serio e anche un passaggio con la cittadinanza, perché un’opera del genere va spiegata in modo trasparente e complessivo. E sulla questione del finanziamento saudita, ricorda che “oggi si parla di un intervento diverso, più contenuto. Questo comporta una revisione e un aggiornamento rispetto a quanto era stato ipotizzato in origine. Di conseguenza, riteniamo che, visto il ridimensionamento del progetto e i minori stanziamenti necessari, sia opportuno farvi fronte con risorse proprie”. 

Nel dibattito trova spazio anche il tema dell’accordo di associazione con l’Ue.

Sara Conti (RF) legge il voto del Parlamento europeo sull’Accordo di associazione come un passaggio politico “di grande rilievo”, non un atto tecnico ma un segnale di fiducia: l’Europa considera San Marino un interlocutore credibile. Tuttavia, avverte, il punto vero inizia ora. La fase che conduce alla firma e all’attuazione sarà quella in cui “si misurerà la nostra serietà istituzionale”. Individua due nodi centrali: il capitolo bancario-finanziario, con il tema del clarifying addendum sulla vigilanza, e il recepimento dell’acquis comunitario.

Gerardo Giovagnoli (PSD) approfondisce i contenuti della relazione interlocutoria relativa all’Accordo di associazione con San Marino e Andorra, approvata la scorsa settimana dal Parlamento europeo. Viene riconosciuta la convergenza della politica estera di San Marino con quella europea, anche rispetto alla guerra in Ucraina, e si apprezza il fatto che il Paese non abbia scelto il silenzio. Non mancano cautele, soprattutto sul capitolo bancario-finanziario, che non entrerà subito in vigore e richiederà rigore per arrivare alla piena integrazione. Evidenzia inoltre l’istituzione di una Commissione parlamentare di associazione, con quattro rappresentanti per San Marino, come riconoscimento politico significativo.

Secondo Antonella Mularoni (RF), senza una collaborazione strutturata e forte con l’Italia il percorso non si chiuderà positivamente. Allo stesso tempo solleva dubbi sul recepimento dell’acquis comunitario. Non basta aver avviato corsi di formazione; serve un percorso parlamentare strutturato, perché non si può arrivare all’ultimo momento con decine di progetti di legge da approvare in fretta.

Anche Gaetano Troina (D-ML) interviene sul voto del Parlamento europeo: è vero che i favorevoli superano quota 500, ma tra astensioni e contrari si arriva a circa un centinaio di voti. E quei 24 contrari, sottolinea, non provengono soprattutto dalla Bulgaria ma in larga parte da Francia e Paesi Bassi. Da qui la domanda: quali perplessità restano aperte? Sul punto prende la parola anche il Segretario di Stato per gli Esteri, Luca Beccari. Era prevedibile, osserva, che il voto del Parlamento europeo venisse sminuito o letto alla ricerca di criticità. Secondo Beccari, non si può isolare qualche voto contrario francese o olandese senza considerare che negli stessi Paesi altri parlamentari, appartenenti a famiglie politiche diverse, hanno votato sì. Beccari ricorda che ora il dossier prosegue in sede di Consiglio, con i lavori del gruppo EFTA in chiusura e il passaggio al Coreper che potrebbe aprire finalmente il capitolo delle tempistiche per la firma. Sottolinea che i tempi europei non dipendono solo da San Marino e che lo sforzo diplomatico è intenso: missione, ambasciate e canali politici stanno lavorando per spiegare l’urgenza e l’importanza strategica dell’intesa. 

Di seguito un estratto dei lavori 

20260216 – Consiglio Grande e Generale – Report lunedi 16 febbraio mattina