La sindaca di Riccione, Daniela Angelini, interviene sulla procedura in corso relativa a Villa Mussolini, chiarendo la posizione dell’Amministrazione comunale con un intervento improntato a fermezza, responsabilità e pieno rispetto istituzionale.
“Fino ad oggi – afferma la sindaca Daniela Angelini – l’Amministrazione che ho l’onore di rappresentare ha scelto consapevolmente una linea di rispetto e riserbo, nella convinzione che la correttezza dei processi e il rispetto dei ruoli siano condizioni imprescindibili quando si è di fronte a una procedura delicata, chiamata a compiere valutazioni complesse.
Ritengo oggi opportuno intervenire con chiarezza e in un’unica voce per ricondurre a un quadro oggettivo alcuni passaggi che, nelle scorse settimane, sono stati talvolta restituiti in modo parziale e accompagnati da letture che hanno finito per generare una rappresentazione non sempre aderente alla realtà dei fatti. È quindi doveroso illustrare con trasparenza le azioni intraprese dall’Amministrazione e la visione che ne ha guidato ogni scelta, affinché il confronto pubblico possa fondarsi su elementi concreti e non su interpretazioni orientate.
La proposta presentata dal Comune di Riccione è stata costruita con grande attenzione e senso di responsabilità, nella piena consapevolezza del valore complessivo che Villa Mussolini rappresenta per la città e per i suoi cittadini, e nel rispetto di un rapporto istituzionale solido e duraturo che, dal 1997, unisce la Fondazione Carim al Comune di Riccione. Un valore culturale e patrimoniale che racchiude una storia di continuità, cura e impegno pubblico e che, per questa Amministrazione, rappresenta un elemento sostanziale di valutazione, al pari della componente economica dell’offerta”.
È in questa cornice che la sindaca richiama l’attenzione su fattori sostanziali che affida alla valutazione della Fondazione per una lettura pienamente consapevole e comparativa delle due offerte.
“Dal 1997 ad oggi – prosegue Angelini – il Comune di Riccione ha sostenuto interventi e investimenti rilevanti per la manutenzione ordinaria e straordinaria della Villa, per il suo adeguamento impiantistico e per la costante cura di un bene che la città ha sempre considerato parte integrante della propria identità.
Un impegno economico che, già nella sua sola consistenza, risulta sostanzialmente equivalente all’offerta presentata da uno dei soggetti concorrenti. Si tratta di un valore integralmente documentato negli atti contabili del patrimonio comunale, un elemento che contribuisce a delineare il quadro reale con il quale ogni valutazione comparativa è chiamata necessariamente a confrontarsi.
Un ulteriore profilo di primaria rilevanza è rappresentato dal patrimonio culturale che, nel corso degli anni, ha progressivamente definito l’identità di Villa Mussolini come luogo riconosciuto di produzione culturale. Le rassegne, gli eventi e le progettualità che vi hanno trovato spazio non hanno soltanto animato quel contenitore, ma ne hanno consolidato la vocazione, rendendolo un punto di riferimento stabile per la vita culturale della città. Un percorso sviluppato nel pieno rispetto dei valori promossi dalla Fondazione e in una costante sintonia istituzionale che il Comune di Riccione ha condiviso e sostenuto nel tempo, contribuendo alla costruzione di un’offerta culturale coerente e riconoscibile.
Si tratta di un valore non esplicitato nella proposta economica, ma dotato di un peso sostanziale, in quanto espressione di un patrimonio immateriale già radicato, che imprime un ulteriore e significativo peso, tanto culturale quanto economico, al quadro complessivo della valutazione.
Un patrimonio che, per sua natura, nessun altro soggetto partecipante alla procedura può esprimere con la medesima consistenza, così come non replicabile è l’impegno sostenuto nel corso dei decenni per la manutenzione e la cura della Villa. Due dimensioni — quella materiale e quella immateriale — che, lette congiuntamente, restituiscono la profondità del legame tra la città e questo luogo e contribuiscono a definirne il valore reale. Alla luce di queste considerazioni – conclude la sindaca – la decisione finale spetta naturalmente alla Fondazione, alla quale va il nostro più assoluto rispetto, indipendentemente dall’esito che maturerà. Il Comune di Riccione ha partecipato a questa procedura con senso di responsabilità e con la piena consapevolezza del valore che Villa Mussolini rappresenta per la città.
Allo stesso tempo, un’Amministrazione ha il dovere di saper governare ogni scenario con lucidità e visione. Il giardino della Villa, già patrimonio comunale, rappresenta uno spazio di straordinaria rilevanza urbana che, qualora non si realizzasse l’acquisizione dell’immobile, potrà essere ulteriormente valorizzato come parte integrante del sistema del lungomare, rafforzando la continuità degli spazi pubblici e restituendo alla collettività un’area verde di grande pregio, aperta e pienamente fruibile da residenti e visitatori. Una prospettiva che conferma come l’obiettivo dell’Amministrazione resti in ogni caso quello di tutelare e accrescere il patrimonio pubblico, orientando le proprie scelte esclusivamente nell’interesse della città”.
Comune di Riccione












