Non si placano le reazioni nella Repubblica dopo il grave episodio di cronaca che ha colpito la sede centrale della Banca di San Marino a Faetano. Se nelle prime ore successive al furto il silenzio degli inquirenti era stato totale per non compromettere il delicatissimo lavoro della Gendarmeria e del Tribunale, l’invio delle prime raccomandate ufficiali ha rotto il velo di incertezza per molti risparmiatori.
Il quadro che emerge dalle comunicazioni dirette ai clienti è quello di una struttura ancora parzialmente “congelata” dall’Autorità Giudiziaria. Il caveau rimane infatti un’area interdetta: le autorità sammarinesi hanno imposto il divieto di ingresso non solo ai titolari delle cassette di sicurezza, ma anche ai dipendenti della banca stessa. Questo blocco si è reso necessario per consentire i rilievi scientifici e la ricerca di eventuali tracce lasciate dai malviventi, un lavoro certosino che richiede tempi tecnici non brevi.
Il passaggio più critico delle lettere ricevute dai cittadini riguarda la conferma esplicita delle manomissioni. L’istituto di credito ha dovuto ammettere che, in diversi casi, le cassette di sicurezza sono state effettivamente violate. Nella nota si legge una precisazione importante: l’effrazione è avvenuta nonostante l’adozione di sistemi di sicurezza considerati standard per il settore, segno che i responsabili potrebbero aver agito con una perizia e una strumentazione particolare.
Banca di San Marino ha manifestato la massima disponibilità nel fornire chiarimenti, ma ha anche specificato che la reale conta dei danni e degli oggetti sottratti potrà avvenire solo in un secondo momento. Solo quando il Magistrato inquirente disporrà il dissequestro dei locali, sarà possibile per i diretti interessati, accompagnati dal personale autorizzato, verificare personalmente il contenuto dei propri scomparti e procedere all’eventuale inventario di quanto trafugato.
Nel frattempo, le indagini proseguono a ritmo serrato nel massimo riserbo, analizzando ogni possibile varco utilizzato e i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.











