Dura presa di posizione dei residenti di Torraccia sul futuro dell’aviosuperficie. A seguito della seduta congiunta delle Commissioni Esteri e Finanze tenutasi lo scorso giovedì, il Comitato Civico locale ha espresso profonda delusione per l’esito del confronto, puntando l’indice contro quella che definisce una gestione politica approssimativa e priva di visione.
Le accuse di disorganizzazione
I rappresentanti dei cittadini, presenti ai lavori parlamentari, hanno bocciato senza appello l’atteggiamento della maggioranza, riassumendo la strategia governativa con lo slogan “poche idee ma confuse“. Secondo il gruppo di protesta, le decisioni emerse dall’aula confermerebbero il totale disinteresse verso le richieste legittime della popolazione, lasciando spazio a un percorso segnato da incertezze e contraddizioni.
Contraddizioni progettuali
Il nodo centrale della critica riguarda la pianificazione temporale degli interventi. Il Comitato ha evidenziato l’incongruenza di un ordine del giorno che prevede la presentazione di un progetto per l’allungamento della pista entro giugno 2026, pur fissando al 2027 il termine per l’asfaltatura del tracciato attuale. Per i residenti, questa confusione è la prova che un vero progetto non sia mai esistito e che si stia procedendo a tentoni, spendendo risorse pubbliche senza una logica chiara.
La richiesta di trasparenza economica
Forte è la preoccupazione riguardo all’utilizzo dei fondi statali. I cittadini rifiutano la logica di continuare a investire solo per giustificare le spese già sostenute, temendo che l’obiettivo reale sia dare un “contentino” politico piuttosto che perseguire l’interesse generale. La richiesta è perentoria: fermare i lavori finché non sarà presentato un piano definitivo che valuti costi e benefici, dimostrando un reale ritorno turistico ed economico per il Paese, dato che la struttura è gestita da un’associazione privata.
Apertura al confronto
Nonostante i toni accesi e il timore che si vogliano sperperare denari dei contribuenti, il Comitato ha accolto con favore l’addio all’ipotesi del prestito saudita e la promessa di un confronto costante con la Giunta di Castello di Domagnano. I residenti si sono dichiarati disponibili fin da subito a un dialogo costruttivo, a patto che si discuta di sicurezza reale e utilità pubblica.











