Un tasso di inidoneità giudicato anomalo ha fatto scattare l’allarme in Procura e allargato il perimetro dell’indagine sui presunti falsi certificati medici. Dalle carte dell’inchiesta ravennate emerge un dato statistico rilevante: oltre il 50% delle procedure di valutazione per l’ingresso nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), effettuate tra il settembre 2024 e il gennaio scorso, si è concluso con un nulla di fatto, bloccando di fatto le espulsioni.
I numeri sotto la lente
Il focus degli inquirenti si è concentrato su 34 casi specifici gestiti dal reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria delle Croci. Di questi, solamente una minoranza ha ricevuto il via libera sanitario per il trasferimento. Nel dettaglio, dieci stranieri sono stati dichiarati clinicamente non idonei alla detenzione amministrativa, mentre altri dieci si sono rifiutati di sottoporsi alla visita, bloccando l’iter. Questa incidenza statistica ha spinto i magistrati Daniele Barberini e Angela Scorza a ipotizzare che i referti non rispecchiassero le reali condizioni cliniche dei soggetti.
Otto medici indagati
L’indagine, che ipotizza il reato di falso ideologico continuato in concorso, coinvolge ora otto professionisti sanitari, due in più rispetto alle prime informazioni trapelate. L’attività investigativa ha preso il via dall’analisi di un singolo certificato emesso nel 2025 che aveva impedito l’allontanamento di un cittadino straniero destinato all’espulsione.
Per fare luce sulle procedure, giovedì scorso gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato perquisizioni sia nel reparto ospedaliero che nelle abitazioni private dei medici. Il materiale sequestrato include supporti informatici, telefoni e documentazione cartacea. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori figurerebbero moduli prestampati predisposti per attestare la non idoneità e riferimenti a linee guida di associazioni mediche specializzate in migrazioni. L’effetto pratico di queste certificazioni, secondo l’accusa, è stato quello di permettere la permanenza sul territorio nazionale di soggetti irregolari, inclusi individui considerati socialmente pericolosi o già destinatari di provvedimenti prefettizi.











