
Il nuovo anno ha portato con sé l’atteso, ma temuto, ritocco dei pedaggi autostradali, rendendo gli spostamenti sulla rete nazionale sensibilmente più onerosi. Tra i tratti maggiormente colpiti figura la direttrice A14 San Lazzaro di Savena-Rimini Nord, dove da gennaio 2026 si registra un incremento di dieci centesimi. Con una tariffa che ha raggiunto gli 8,20 euro, questo specifico segmento si posiziona al dodicesimo posto nella classifica dei più costosi del Paese, secondo una mappatura disomogenea elaborata dall’agenzia Adnkronos sulla base di un’indagine condotta da Altroconsumo.
La graduatoria dei 35 snodi analizzati evidenzia disparità profonde lungo lo Stivale. Il primato del caro-autostrade spetta alla A4 Milano est-Venezia Mestre con un costo di 22,30 euro, seguita dai 21,60 euro necessari per percorrere la Napoli-Bari nord (A14), che ha subito un rincaro di 30 centesimi. Al terzo posto si colloca la tratta Pescara nord-Roma est, mentre la posizione diametralmente opposta è occupata dalla A4 Agrate Brianza-Milano, che con i suoi 1,70 euro (+10 centesimi) risulta il tratto più economico del lotto.
Secondo quanto rilevato dall’indagine, sono tre i fattori chiave che giustificano queste oscillazioni tariffarie. In primo luogo incide l’adeguamento all’inflazione, legato ai Piani economico-finanziari (Pef) che regolano il rapporto tra Stato e concessionarie. Nel 2026, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha recepito una sentenza della Corte Costituzionale stabilendo che i pedaggi non possono essere soggetti a congelamenti automatici, portando a un incremento medio teorico dell’1,5%. In secondo luogo, le differenze dipendono dalle singole società di gestione: alcune hanno già aggiornato i piani recependo l’inflazione, mentre altre hanno scelto di non applicare rincari immediati. Infine, pesano i costi strutturali legati alla manutenzione e agli investimenti sulla rete, particolarmente onerosi nei tratti ad alta intensità di traffico o caratterizzati da gallerie e viadotti.
Sebbene i dati di Altroconsumo su un campione di 38 tratte mostrino un aumento medio reale dell’1,1% — leggermente inferiore alle previsioni — l’impatto psicologico ed economico rimane rilevante. Anche se spesso il rincaro al casello si traduce in soli 10 o 20 centesimi, per i pendolari che percorrono l’autostrada quotidianamente la spesa complessiva a fine anno può aumentare di decine di euro. Bisogna inoltre considerare che il calcolo del pedaggio è un’operazione complessa: il prezzo finale scaturisce dal prodotto tra tariffa chilometrica e distanza, a cui si aggiungono i costi di svincoli e bretelle, l’Iva al 22%, la categoria del veicolo e l’arrotondamento ai 10 centesimi più vicini.
L’attuale scenario si inserisce in un trend di lungo periodo che vede i pedaggi italiani in costante ascesa. Nell’ultimo decennio le tariffe medie sono cresciute del 27%, con picchi del 40% su arterie strategiche come la A1 o la A4. Nonostante la parentesi dei primi anni 2020, in cui gli aumenti erano stati temporaneamente rinviati, la ripresa dell’inflazione programmata ha generato un effetto cumulativo che continua a gravare sul portafoglio degli automobilisti.
Quanto costano le autostrade
Quanto costa viaggiare sulle autostrade Italiane: dalla più alla meno cara
A4 Milano Est–Venezia Mestre: 22,30 euro (+0,10 euro);
A14 Napoli–Bari Nord: 21,60 euro (+0,30 euro);
A14 (uscita in A25) Pescara Nord–Roma Est: 21,40 euro (+0,00 euro);
A1 Firenze Sud–Roma Nord: 20,00 euro (+0,30 euro);
A1–A24 Napoli Nord–Roma Est: 17,80 euro (+0,20 euro);
A14 San Lazzaro di Savena–Ancona Nord: 15,70 euro (+0,20 euro);
A4 Torino Rondissone–Novara Ovest: 11,50 euro (+0,20 euro);
A7 Genova Bolzaneto–Milano Ovest: 10,70 euro (+0,10 euro);
A14 Ancona Sud–Pescara Nord: 10,60 euro (+0,10 euro);
A14 Bologna Borgo Panigale–Verona Sud: 9,60 euro (+0,10 euro);
A14–A1 Bologna Casalecchio–Firenze Nord: 8,90 euro (+0,20 euro);
A14 San Lazzaro di Savena–Rimini Nord: 8,20 euro (+0,10 euro);
A4 Novara Est–Milano Ghisolfa: 6,90 euro (+0,10 euro);
A16 Napoli–Benevento: 6,70 euro (+0,10 euro);
A22 Trento Centro–Verona Nord: 6,40 euro (+0,10 euro);
A14 San Lazzaro di Savena–Ravenna: 5,70 euro (+0,10 euro);
A24 Teramo – L’Aquila Est: 5,40 euro (+0,00 euro);
A4 Verona Est–Padova Ovest: 5,30 euro (+0,10 euro);
A21 Torino–Asti Ovest: 5,20 euro (+0,00 euro);
A1 Civitavecchia–Roma Sud: 4,70 euro (+0,10 euro);
A1–A24 Valmontone–Roma Est: 4,20 euro (+0,10 euro);
A22 Trento Nord–Bolzano Sud: 3,90 euro (+0,10 euro);
A4 Bergamo–Milano Est: 3,80 euro (+0,10 euro);
A8 Varese–Milano Nord: 3,60 euro (+0,00 euro);
A4 Dalmine–Milano Est: 3,50 euro (+0,10 euro);
A4 Venezia Mestre–Padova Est: 3,10 euro (+0,00 euro);
A1 Ponzano Romano–Roma Nord: 2,90 euro (+0,00 euro);
A4 Capriate–Milano Est: 2,80 euro (+0,00 euro);
A7 Pavia–Milano Est: 2,80 euro (+0,00 euro);
A2–A3 Napoli–Cosenza: 2,30 euro (+0,00 euro);
A24 Tivoli–Roma Est: 2,20 euro (+0,00 euro);
A4 Cavenago–Milano Est: 2,00 euro (+0,00 euro);
A14 Bologna Borgo Panigale–Modena Sud: 1,90 euro (+0,00 euro);
A 8 Malpensa T1–Milano: 1,90 euro (+0,00 euro);
A4 Agrate Brianza–Milano: 1,70 euro (+0,10 euro)











