San Marino. RETE accusa: “Sulla vicenda BSM la maggioranza preferisce insabbiare anziché cercare la verità”

C’era chi dipingeva il gruppo bulgaro arrivato a San Marino per acquistare BSM come benefattore, nonostante avesse ricevuto accuse in Romania e Germania per riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

In barba a questo biglietto da visita, mezza DC gli ha steso tappeti rossi, tra pressioni ed inconfessati conflitti di interesse.

Poi a ottobre sono arrivati gli arresti nel CdA dell’Ente Cassa di Faetano per tangenti, corruzione e amministrazione infedele e l’affare è saltato.

Oggi il quadro è ancora più inquietante. Attorno a quella vicenda si muovono – parole del Tribunale – “personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari” e si parla perfino di un piano eversivo ai danni dello Stato. Altro che benefattori! Non siamo davanti a un semplice affare privato finito male, ma a una vicenda che tocca la sovranità del nostro Paese: per questo abbiamo chiesto di istituire una Commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità politiche e fare piena luce sulla vicenda.

La maggioranza ha bocciato la nostra proposta: la DC ha votato apertamente contro, Libera si è astenuta, la maggioranza del PSD e parte di AR non hanno partecipato al voto. È grave che la maggioranza non sia stata capace di trovare una sintesi e non abbia presentato neppure un Ordine del Giorno alternativo, decidendo di rinviare il problema a data da destinarsi.

Il dato politico è che la DC è rimasta sola. Governo e maggioranza, oramai al capolinea, sono sopraffatti dalla questione morale e paralizzati dalle loro contraddizioni. Chiedono di fare squadra, evidentemente non per fare luce ma per insabbiare.

Davanti a vicende così gravi non cercare la verità significa quantomeno rendersi complici, e RETE non ci sta!

Comunicato stampa – RETE