Notizie da Andorra. Espot dà priorità alla firma dell’accordo con l’UE prima del referendum per evitare un plebiscito contro il Governo

Il principale ostacolo alla convocazione di un referendum preventivo sarebbe il rischio reale di una sconfitta alle urne del Governo di Andorra

di La Veu Lliure

Il fatto che il referendum sull’accordo di associazione con l’Unione Europea non venga convocato se non dopo la sua firma era già noto e aveva generato perplessità in diversi settori politici e sociali. Ciò che finora non era emerso erano le motivazioni politiche di fondo che spiegano questa decisione. Fonti europee consultate da La Veu Lliure fornirebbero nuove chiavi di lettura sulla strategia del Governo.

Secondo queste fonti, il capo del Governo, Xavier Espot, considera l’accordo di associazione come il grande progetto politico del suo mandato, dopo oltre sette anni di intense negoziazioni con i leader europei. In questo contesto, la sua priorità assoluta sarebbe chiudere il dossier e arrivare alla firma, ora che percepisce un impegno europeo nel culminare il processo.

Il principale freno alla convocazione di un referendum preventivo sarebbe il rischio reale di una sconfitta alle urne. Con l’avvicinarsi sia del referendum che delle elezioni generali, spiegano le fonti, il dibattito diventa più imprevedibile e politicamente contaminato, fatto che potrebbe trasformare la consultazione in un plebiscito contro il Governo.

“Convocare un referendum che si può perdere è un colpo politico molto duro e segna profondamente il calendario elettorale“, sottolineano fonti a conoscenza dei colloqui. Una sconfitta prima della firma non solo comprometterebbe l’accordo, ma avrebbe un impatto diretto sulle opzioni elettorali dell’esecutivo.

Inoltre, queste fonti indicano che il capo del Governo pensa anche al proprio legato politico. L’immagine di un accordo chiave respinto dall’insieme della cittadinanza in un referendum sarebbe, secondo questa ricostruzione, lo scenario più difficile da accettare. “L’ultima cosa che vorrebbe è terminare il mandato con un Paese che gli volta le spalle”, aggiungono.

Secondo fonti europee, l’unico scenario in cui il Governo valuterebbe chiaramente la celebrazione del referendum sarebbe quello in cui il Consiglio Europeo accelerasse i tempi e permettesse di firmare l’accordo con rapidità. Però, avvertono che esistono ancora ostacoli significativi che rendono difficile questa strada.

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