San Marino. Cittadinanza, cambia la regola: stop all’obbligo di rinuncia. La maggioranza passa con 34 voti. In AR i due Berti contro e Bronzetti a favore. Repubblica Futura non partecipa al voto

La decisione è presa. Il Consiglio Grande e Generale ha approvato la riforma della cittadinanza per naturalizzazione: 34 voti favorevoli, due contrari.

Il cuore della modifica è uno solo e pesa: viene eliminato l’obbligo, per chi ottiene la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione, di rinunciare a quella d’origine. Cade un vincolo storico. Si apre alla doppia appartenenza.

Hanno sostenuto il provvedimento il Partito Democratico Cristiano Sammarinese, Libera, Partito dei Socialisti e dei Democratici e l’indipendente di maggioranza Giovanna Cecchetti.

Contraria una parte di Alleanza Riformista (Berti) ed a favore il consigliere Bronzetti

Nell’opposizione hanno votato: Rete e Motus a favore e Repubblica Futura non ha partecipato al voto.

Da oggi si ridefinisce il concetto di cittadinanza. Per decenni la cittadinanza sammarinese è stata un legame esclusivo, pieno, non cumulabile. Oggi l’impostazione cambia, ovvero si può diventare sammarinesi senza tagliare formalmente le proprie radici giuridiche quindi avendo più cittadinanze. La maggioranza ha fatto una scelta di apertura. L’opposizione si è divisa tra voto a favore, contrario e assenza. Il segnale è chiaro: il perimetro identitario della Repubblica si amplia. Adesso si vedranno gli effetti, ovvero le conseguenze che produrrà nel tempo.