Cronaca. Cesena, dopo sette anni 49enne spagnolo a processo per aggressione a poliziotti nel derby di calcio Cesena-Modena

A distanza di quasi sette anni dagli scontri che segnarono il pre-partita tra Cesena e Modena, la vicenda approda nelle aule di giustizia. Un cittadino spagnolo di 49 anni, originario di Siviglia, è imputato presso il Tribunale di Forlì con l’accusa di aver aggredito due agenti della Polizia di Stato durante i disordini del 2019.

La ricostruzione dei disordini

I fatti risalgono al pomeriggio del match, quando la tensione salì alle stelle ben lontano dallo stadio. Secondo quanto emerso, un gruppo di ultras modenesi, supportati da sostenitori giunti appositamente dall’Andalusia, parcheggiò nei pressi della stazione ferroviaria. Invece di dirigersi verso l’impianto sportivo, il corteo imboccò via Cervese verso Sant’Egidio, intercettato dalle forze dell’ordine e scortato fino all’area verde del parco Frutipapalina. La situazione degenerò quando la tifoseria locale segnalò la propria presenza con un fumogeno in zona via Montefiore, innescando un contatto tra le due fazioni che richiese l’intervento immediato della Polizia per identificare i presenti e sedare la rissa.

L’aggressione alla Polizia

L’episodio specifico contestato al 49enne andaluso avvenne durante le fasi di ripiegamento della tifoseria ospite. L’uomo avrebbe sferrato un colpo violento contro la telecamera di un operatore della Scientifica impegnato nelle riprese, spingendo l’apparecchio contro il volto dell’agente. Nel tentativo di sottrarsi al fermo, l’imputato avrebbe ingaggiato una colluttazione con un secondo poliziotto, prima di essere immobilizzato a terra.

Il bilancio e l’iter giudiziario

Il bilancio di quel pomeriggio fu pesante: oltre ai danni all’attrezzatura di servizio, il primo operatore riportò traumi al labbro e al ginocchio con una prognosi di dieci giorni, mentre il secondo rimase ferito a una mano. Quegli eventi portarono a 55 denunce per rissa aggravata e numerosi Daspo. Ora il procedimento penale entra nel vivo: il giudice Andrea Priore ha aggiornato il calendario all’inizio di aprile, data in cui l’imputato dovrà presentarsi in aula per essere esaminato.