Cronaca. Cattolica, presunta violenza sessuale: prosciolti 59enne egiziano e collega

Si chiude con un nulla di fatto il procedimento penale a carico di due lavoratori stagionali, accusati di violenza sessuale nei confronti di una turista svizzera. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha emesso martedì una sentenza di non luogo a procedere, scrivendo la parola fine sulla vicenda giudiziaria iniziata nell’estate del 2024.

Protagonisti della vicenda un 59enne di nazionalità egiziana, impiegato come pizzaiolo, e un cameriere 48enne originario di Frosinone, assistiti rispettivamente dagli avvocati Alessandro Coppa e Luca Montebelli. I due rispondevano di fatti avvenuti nel luglio di due anni fa, quando una trentenne elvetica, in vacanza in Riviera con il compagno, denunciò di aver subito abusi mentre si trovava in stato di incoscienza dovuto all’assunzione di farmaci e stupefacenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane era stata soccorsa dai due uomini davanti a un hotel e portata nella stanza del 59enne. Qui sarebbe stata messa sotto la doccia in attesa dell’arrivo del 118, che era stato allertato proprio dai due indagati. Cinque giorni dopo l’episodio, i Carabinieri avevano fatto scattare le manette, ma il Giudice per le indagini preliminari, Raffaella Ceccarelli, non aveva convalidato l’arresto, ritenendo verosimile la tesi del soccorso prestato alla donna per farla riprendere, escludendo l’ipotesi della violenza.

Il quadro probatorio si era successivamente complicato con l’esito degli esami del Dna, che avevano evidenziato la presenza di tracce biologiche riconducibili a entrambi gli uomini sul corpo della ragazza. Nonostante queste risultanze scientifiche, i due imputati hanno sempre respinto ogni accusa, ribadendo di aver solo cercato di aiutare la turista in difficoltà. Una linea difensiva che ha trovato riscontro nella decisione del Gup, che ha stabilito di non mandare a processo i due lavoratori.