Un episodio controverso ha segnato la giornata odierna all’arena di Santa Giulia, a margine della semifinale di hockey femminile tra Stati Uniti e Svezia. Al centro del caso un giovanissimo spettatore di 12 anni, al quale il servizio d’ordine ha inizialmente impedito di introdurre sugli spalti la bandiera dell’Unione Europea.
Il ragazzino, giunto all’impianto sportivo insieme ai compagni di classe, è stato fermato durante i controlli di sicurezza. Gli addetti hanno contestato il possesso del vessillo blu con le stelle gialle, motivando il blocco con una rigida interpretazione della Carta Olimpica: il simbolo comunitario sarebbe stato considerato “politico” e non rappresentativo di una nazione in gara, dunque non ammissibile. Dopo un primo momento in cui la bandiera è stata trattenuta, gli steward l’hanno restituita al piccolo tifoso, imponendo però il divieto di sventolarla durante la partita.
La vicenda ha provocato l’immediata reazione della Fondazione Milano Cortina 2026, che è intervenuta per chiarire l’equivoco. Attraverso una nota ufficiale, il Comitato organizzatore ha espresso il proprio rammarico, specificando che la bandiera dell’Unione Europea non rientra tra gli oggetti vietati dal regolamento dell’evento. L’organizzazione ha ammesso che la gestione del controllo non è stata corretta, soprattutto tenendo conto della giovane età dello spettatore. Per rimediare all’errore, il direttore operativo Andrea Francisi ha contattato personalmente il padre del dodicenne per porgere le scuse e annunciare l’invio di un omaggio.
L’episodio ha innescato una vivace polemica politica. Carlo Calenda, leader di Azione, ha stigmatizzato l’accaduto definendolo un gesto insensato e immorale, criticando l’eccesso di zelo che ha equiparato un simbolo istituzionale a una bandiera politica. Dure anche le parole degli esponenti di Italia Viva, Enrico Borghi e Ivan Scalfarotto, che hanno parlato di ottusità burocratica capace di trasformare un momento di festa in un paradosso, ricordando come quel vessillo sia esposto ufficialmente in tutti gli uffici pubblici della città e del Paese.












