Nessy Guerra, la ragazza italiana bloccata in Egitto insieme alla figlia, è stata condannata a 6 mesi per adulterio. “Non sto bene, diciamolo chiaro”, sono le sue prime parole a Fanpage.it dopo aver appreso la sentenza.
Ieri, mercoledì 18 febbraio, per la ragazza c’è stata l’ultima udienza della causa di adulterio, già dibattuta due volte in Procura e precedentemente archiviata, come ricorda Nessy: “Ma quest’anno il mio ex marito è riuscito a portarla avanti con testimoni falsi, uno dei quali ha dichiarato di aver commesso questo reato con me e il caso è stato riaperto”.
L’ex di Nessy, Tamer Hamouda, è il padre della bimba. L’uomo, condannato in Italia in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni, 11 mesi e 27 giorni, per percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, violenza sessuale, furto e truffa ai danni di un’altra donna con cui aveva avuto una precedente relazioni, sta perseguitando entrambe da diversi anni.
I due si erano conosciuti nel 2021 e avevano deciso di trasferirsi nel Paese di origine del marito per cominciare una nuova vita insieme. Ma nel febbraio 2024 le cose sono precipitate: dopo la nascita della figlia, Hamouda, che aveva avuto comportamenti violenti anche in passato, aveva tentato di picchiare Nessy.
La ragazza era riuscita a fuggire e da quel momento per lei e la bambina è iniziato un incubo. L’ex marito l’ha accusata di adulterio e fatto partire una battaglia legale per l’affidamento della minore che è tutt’ora in corso.
“Per l’adulterio sono state fatte tre udienze, la prima il 31 dicembre, il 28 di gennaio e l’ultima ieri. Stamattina è stata rilasciata la sentenza, il giudice mi condanna a una pena di 6 mesi. Il mio avvocato mi ha detto che è molto bassa rispetto al reato, che prevederebbe 3-4 anni di carcere. Ma è una decisione totalmente ingiusta”, prosegue Nessy.
“Abbiamo presentato tutte le prove, anche delle estorsioni fatte ai danni di mio padre. Questo testimone chiave che ha detto di aver commesso adulterio con me, prima di andare a rilasciare la sua testimonianza ha chiesto denaro a mio padre per evitare che lui parlasse a mio sfavore. Mio papà ovviamente si è rifiutato di pagare”, ricorda ancora.
La decisione arrivata oggi per Nessy, la sua famiglia e l’avvocato è arrivata del tutto inattesa: “Nemmeno il Consolato italiano, con cui ho avuto da poco una chiamata, pensava che sarebbe andata in questo modo”.
La situazione per Nessy e sua figlia ora potrebbe complicarsi. “Come già si sa, io e mia figlia non viviamo tranquille, dobbiamo uscire di casa coperte e fare attenzione perché il mio ex marito paga le persone per scoprire dove abitiamo, cosa facciamo. Ora ci toccherà avere un occhio in più”.
L’avvocato di Nessy sta già preparando il ricorso contro la decisione del giudice e su pagamento di una cauzione la ragazza potrà rimanere insieme a sua figlia. Nei prossimi mesi, intanto, dovrà continuare la battaglia legale per l’affidamento. La prossima udienza della causa è infatti prevista per 21 aprile.
“Io spero che slitti perché temo che questa sentenza incida negativamente. Con il ricorso possiamo riuscire a dimostrare la mia innocenza, al contrario c’è invece il rischio che la bambina finisca nelle mani di Tamer”.
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