Cronaca. Merenda rifiutata ad un bimbo in spiaggia: dalle lacrime alla rissa in tribunale a Rimini

Quella che doveva essere una serena vacanza familiare sulla riviera romagnola si è trasformata in una lunga battaglia legale che ha appena raggiunto le aule del Tribunale di Rimini. I fatti risalgono a un pomeriggio rovente di giugno dell’estate 2023, quando una famiglia belga — composta da genitori, nonno e un bambino di 5 anni — stava trascorrendo il proprio soggiorno presso uno stabilimento balneare di Bellaria. Oggi, giovedì 19 febbraio 2026, i protagonisti di quella vicenda si ritrovano davanti ai giudici per rispondere delle pesanti conseguenze di una discussione degenerata per una fetta di pane e cioccolata.

Tutto ha avuto inizio quando il piccolo turista, attirato da una merenda a base di pane e Nutella organizzata dal bagnino dello stabilimento confinante, si è messo in fila insieme agli altri coetanei. Dopo essere riuscito a ottenere la sua porzione, il bambino sarebbe stato raggiunto dal gestore della spiaggia il quale, accortosi che il piccolo non era un proprio cliente, gli avrebbe strappato di mano il cibo con modi bruschi, sostenendo che l’iniziativa non fosse rivolta a lui. Il pianto improvviso del minore ha richiamato l’attenzione dei familiari: il padre di 37 anni, la madre di 32 e il nonno di 65 sono intervenuti immediatamente per chiedere spiegazioni sull’accaduto.

Il confronto verbale tra i turisti e il bagnino è rapidamente sfociato in una violenta colluttazione sotto gli occhi dei bagnanti. La situazione è precipitata a tal punto da richiedere l’intervento d’urgenza di una Volante della Questura e del personale del 118, necessario per medicare tutti i coinvolti nella zuffa. In seguito all’episodio, il concessionario del bagno ha sporto denuncia contro gli uomini della famiglia belga. I due, difesi dai legali Chiara Drudi e Silvia Nicolini, devono ora rispondere dell’accusa di lesioni davanti al Giudice Monocratico.

La vicenda giudiziaria presenta però un secondo fronte altrettanto teso. Parallelamente al processo principale, il bagnino è a sua volta imputato in un procedimento penale davanti al Giudice di Pace. Questa seconda azione legale scaturisce dalla querela presentata dalla madre del bambino, la quale ha riferito di essere stata strattonata dall’uomo durante il parapiglia. Secondo la ricostruzione della donna, nonostante il suo stato di gravidanza all’epoca dei fatti, il bagnino l’avrebbe spintonata con forza provocandone la caduta a terra. Saranno ora i magistrati a dover stabilire le responsabilità definitive di un pomeriggio di ordinaria vacanza finito nel peggiore dei modi.