Cronaca. Crans-Montana, dalla Svizzera OK a partecipazione Italia a indagini

La cooperazione tra Svizzera e Italia nelle indagini sull’incendio di Crans-Montana verrà “rafforzata”. Lo hanno reso noto la Procura generale del Canton Vallese e la Procura generale di Roma in un breve comunicato stampa al termine del loro incontro a Berna. Il prossimo passo sarà definire le modalità di questa cooperazione. Essa “consentirà in particolare alle autorità italiane di partecipare ad atti di mutua assistenza, come lo smistamento dei documenti”, ha spiegato la procuratrice generale del Vallese, Beatrice Pilloud, citata dall’emittente svizzera Rts. Significa che gli investigatori potranno ora essere presenti a intervalli regolari durante i procedimenti di assistenza giudiziaria reciproca nell’altro Paese. Ciò vale già per la valutazione delle prove finora raccolte. La maggiore cooperazione significa anche un maggiore accesso ai fascicoli, ha precisato Ingrid Ryser, responsabile delle relazioni con i media presso l’Ufficio federale di giustizia (UFG). Resta da vedere se verrà istituita una squadra investigativa comune.

Crans-Montana, Lo Voi: “A Berna incontro produttivo e fruttuoso”

È stato un incontro molto fruttuoso e produttivo“, ha affermato il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, dopo il vertice investigativo che si è tenuto a Berna. “Innanzitutto voglio esprimere a titolo personale e anche a nome del mio Ufficio il più profondo cordoglio nei confronti delle tante famiglie, non solo svizzere, ma anche italiane, francesi e di altri Paesi che sono state colpite da questa tragedia; la nostra più sincera vicinanza va a tutti coloro che sono stati feriti e ai loro familiari, molti dei quali sono in cura in Italia“.

All’incontro in Svizzera hanno preso parte anche il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo aperto a piazzale Clodio. Il confronto con i colleghi svizzeri rappresenta il primo passo nell’esecuzione della rogatoria internazionale avviata dopo la strage.

“Desidero ringraziare le autorità svizzere – ha spiegato Lo Voi – per avere voluto organizzare questo incontro come primo passo dell’esecuzione della rogatoria e che ha visto oggi un accordo sulla possibilità di cooperare in maniera rafforzata nelle attività di esecuzione anche attraverso, per esempio, la selezione dei documenti che possono essere di interesse per l’autorità giudiziaria italiana e che sono stati già raccolti insieme a numerosissimi altri elementi di prova da parte della procura generale di Sion. Documenti che quindi potranno essere raccolti e selezionati anche con la partecipazione degli inquirenti italiani. Tutto questo in un regime di reciprocità, nel senso che anche gli accertamenti che sono stati compiuti dall’Italia nel corso delle indagini svolte dalla Procura di Roma, potranno essere messi a disposizione su loro richiesta, se ne avranno bisogno, dei colleghi svizzeri”.

LaPresse