San Marino. Consiglio Grande e Generale – giovedì 19 febbraio, pomeriggio. In 2^ lettura il pdl “Comunita’ dei cittadini sammarinesi residenti all’estero” ed in 1^ “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive”

Ecco il testo definitivo, pulito da ogni simbolo di formattazione e pronto per essere copiato e incollato dove preferisci:

Al centro dei lavori pomeridiani del Consiglio Grande e Generale i progetti di legge. Approvato in seconda lettura con 46 voti favorevoli il pdl “Comunità dei cittadini sammarinesi residenti all’estero”, presentato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri. Il testo aggiorna la normativa del 1979 introducendo regole più chiare su costituzione, statuti, organi interni, contributi pubblici e controlli contabili, oltre a strumenti digitali per la gestione dei rapporti con le oltre quindicimila persone che vivono fuori territorio.

Ad aprire il dibattito è stato il relatore unico Giovanni Francesco Ugolini (Pdcs), che ha definito le comunità all’estero “un patrimonio prezioso per il nostro Paese”, sottolineando come abbiano custodito “per generazioni la lingua e le tradizioni, mantenendo saldo il legame tra chi vive in Repubblica e chi si è stabilito altrove”.

Il Segretario di Stato per gli Esteri, Luca Beccari, ha rivendicato la portata della riforma: “Siamo arrivati alla conclusione di un percorso di riforma del quadro di riferimento sulle comunità all’estero”, spiegando che l’obiettivo è “semplificare gli adempimenti amministrativi e uniformare regole che spesso presentavano difformità”. Centrale l’introduzione di una piattaforma digitale: “Nel 2025 i controlli sulle iscrizioni di quindicimila cittadini venivano ancora fatti manualmente. Con un applicativo informatico dedicato compiamo un salto di qualità”.

Nel corso del dibattito è emerso un ampio consenso trasversale. Barbara Bollini (Pdcs) ha ricordato che oggi esistono 25 comunità riconosciute e che “sostenere economicamente le comunità non è un costo ma un investimento strategico”. Sulla stessa linea Paolo Crescentini (Psd), che ha parlato di “una scelta politica chiara per rafforzare in modo strutturato il legame tra San Marino e i suoi cittadini nel mondo”, evidenziando la nuova disciplina su bilanci e organi di revisione. Diversi interventi hanno però ampliato la riflessione al tema della nuova emigrazione giovanile. Nicola Renzi (Rf) ha messo in guardia dal rischio di “cittadini che hanno il passaporto ma nessuna conoscenza o attaccamento affettivo verso San Marino”. Antonella Mularoni (Rf) ha posto l’accento sulla necessità di creare condizioni per il rientro dei giovani: “Dobbiamo chiederci se siamo capaci di creare attività economiche ad alto valore aggiunto per farli rientrare”. “Il nuovo fenomeno migratorio – ha aggiunto Giuseppe Maria Morganti (Libera) – denota le scarse potenzialità del nostro Paese nel dare risposte ai giovani che vogliono investire nella ricerca e nell’innovazione; è gravissimo che le nostre eccellenze trovino ospitalità altrove”.

Il consigliere Gaetano Troina (D-ML) ha sollevato il tema del voto estero, definendo “imbarazzante che nel 2026 non si sia ancora individuata una modalità sicura e digitale per l’espressione del voto dei cittadini residenti all’estero”. Anche il Segretario Rossano Fabbri ha richiamato la disparità attuale sulle preferenze, parlando di “palese disparità di diritti fondamentali”. Nel suo intervento conclusivo, Beccari ha evidenziato la sfida generazionale: “La vera sfida è mantenere vivo l’interesse della terza e quarta generazione”. Ha annunciato inoltre il trasferimento del Museo dell’Emigrante in una nuova sede e la predisposizione di un regolamento per disciplinare i rapporti tra forze politiche e comunità.

Il Consiglio ha poi discusso in prima lettura il progetto di legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive”, presentato dalla Segreteria di Stato con delega allo Sport. Il confronto si è aperto con una controversia sull’assegnazione del testo alla Commissione consiliare competente. Dall’opposizione, i rappresentanti di Rf, D-ML e Rete hanno espresso la propria contrarietà all’invio alla Commissione IV (Sport), ritenendo più appropriata la Commissione I o II, in quanto il provvedimento riguarda questioni di ordine pubblico e sicurezza. Di parere opposto gli esponenti di maggioranza, con Gian Nicola Berti (Ar) che ha sostenuto che “la natura della legge è prettamente sportiva”. Alla fine, la richiesta di assegnazione alla IV Commissione è stata approvata con 22 voti favorevoli, 19 contrari e 1 non votante.

Nel merito del provvedimento, il Segretario di Stato Rossano Fabbri ha spiegato che la legge nasce dopo “le ultime manifestazioni sportive che hanno evidenziato la necessità impellente di tutelare il regolare svolgimento degli eventi”. Il testo introduce uno strumento amministrativo che consente di allontanare preventivamente soggetti ritenuti pericolosi, anche in assenza di condanna definitiva, attraverso un meccanismo simile al Daspo. Il progetto prevede inoltre protocolli di collaborazione con le autorità italiane e internazionali per conoscere in tempo reale eventuali divieti di accesso già disposti all’estero. “Intendiamo valorizzare le nostre manifestazioni sportive affinché siano sempre più attrattive – ha dichiarato Fabbri – ma dobbiamo garantire che ciò avvenga nella massima sicurezza”.

Il dibattito ha richiamato esplicitamente i disordini registrati durante l’ultima edizione del Rally Legend. Mularoni ha riconosciuto la necessità di norme cautelative, ma ha criticato l’uso estensivo dei decreti delegati, mentre Andrea Ugolini (Pdcs) ha difeso tale strumento come mezzo “utile per intervenire con rapidità e armonizzare la norma con le continue innovazioni tecnologiche”. Matteo Casali ha lanciato una provocazione sulla cooperazione giudiziaria internazionale, auspicando che l’efficienza annunciata per intercettare i facinorosi venga estesa “a tutti i livelli della comunicazione giudiziaria internazionale”.

Nel suo intervento conclusivo, Fabbri ha ribadito che si tratta di “uno strumento amministrativo concesso in capo al comandante della Gendarmeria”, assicurando che non vi saranno interventi sul codice penale tramite decreto e confermando l’impegno a verificare l’adeguamento delle federazioni alle norme già approvate.

A seguire, sono stati discussi in prima lettura anche il Pdl sulla revoca delle riserve alla Convenzione multilaterale di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale, proposta da Rete, e l’abrogazione del controllo preventivo di legittimità sugli atti amministrativi, presentata dalla Segreteria di Stato per la Giustizia.

È intervenuto Emanuele Santi, che ha collegato la proposta del suo gruppo al tema della giustizia fiscale: “Prima di mettere le mani in tasca ai cittadini con la riforma IGR, è necessario mettere lo Stato in condizione di recuperare i crediti fiscali vantati verso soggetti residenti all’estero”. Secondo Santi, la scelta compiuta nel 2015 di apporre riserve alla Convenzione ha impedito l’assistenza nella riscossione coattiva, creando una disparità tra residenti e non residenti. “Non è tollerabile che società estere aprano a San Marino, non paghino monofase o contributi e poi scappino oltre confine con il malloppo”, ha dichiarato, parlando di somme che “ammontano a decine se non centinaia di milioni di euro”.

Il Segretario alle Finanze, Marco Gatti, ha invitato alla prudenza, chiedendo se sia stata svolta “una valutazione di impatto molto accurata” e quale sarebbe l’impegno amministrativo richiesto allo Stato per assistere altri Paesi nella riscossione. Santi ha replicato sostenendo che la revoca delle riserve avrebbe “solo effetti positivi per il bilancio dello Stato”, ribadendo che “se pretendiamo che le aziende paghino tutto a San Marino, dobbiamo anche pretendere che paghino quanto dovuto negli altri Stati”.

In conclusione, il Segretario alla Giustizia Stefano Canti ha spiegato che la bozza di legge presentata recepisce le indicazioni contenute nella relazione sullo stato della giustizia 2024 e mira a chiarire la separazione dei poteri: “Il giudice non può e non deve cooperare con la pubblica amministrazione nel conferire legittimità ed esecutività ad atti amministrativi che potrebbero essere oggetto di impugnazione davanti a lui medesimo”.

Di diverso avviso Antonella Mularoni (Rf), che ha parlato di “deriva” e di un Congresso di Stato che “vuole avere le mani libere per spendere e spandere senza limiti”. Per la minoranza, l’eliminazione del controllo preventivo ridurrebbe le garanzie in un momento delicato per i conti pubblici. Anche Gaetano Troina (D-ML) ha espresso perplessità: “Tra andare troppo piano e andare troppo veloce esiste una via di mezzo”, chiedendo soluzioni alternative che non cancellino del tutto la vigilanza.

Canti ha ribadito che “semplificare non significa affatto eliminare i controlli”, precisando che la responsabilità resta “saldamente in capo a chi emette il provvedimento”, mentre il controllo della spesa continua a spettare alla Commissione di controllo della finanza pubblica.

Ecco il report

20260219 – Consiglio Grande e Generale – Report giovediE? 19 febbraio pomeriggio