Cronaca. Reggio Emilia, la madre di Saman verso il processo per tentata costrizione alle nozze

È stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di tentata costrizione al matrimonio per Nazia Shaheen, la madre di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa dalla famiglia a Novellara tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 proprio per essersi opposta alle nozze combinate con un cugino in patria.

A darne notizia è il Resto del Carlino di Reggio Emilia.

Il procedimento penale è separato rispetto a quello per l’omicidio per il quale i genitori Nazia e Shabbar sono stati condannati all’ergastolo (confermato in Appello) insieme ai cugini Noman Ul Haq e Ikram Ijaz (in primo grado vennero assolti) e allo zio Danish Hasnain – che fece ritrovare il cadavere – la cui pena è stata aumentata da 14 a 22 anni in secondo grado. Per tutti loro si attende ora il processo di Cassazione.
Ma per la tentata costrizione al matrimonio venne aperto dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, un fascicolo parallelo cinque anni fa dove vennero iscritti nel registro degli indagati i genitori. Le indagini preliminari vennero chiuse a marzo 2025, ma gli iter di Shabbar e Nazia si separarono: l’uomo venne raggiunto da un decreto penale di condanna diventato irrevocabile a luglio 2021, mentre per la donna fu emesso analogo decreto nel marzo 2021.
Ma nel 2023 il giudice Luca Ramponi lo revocò perché risultava latitante e restituì gli atti al pm. Dopo il suo arresto in Pakistan e l’estradizione in Italia nell’agosto 2024, l’inchiesta ha ripreso vigore e ora il pm Maria Rita Pantani – che nel processo di secondo grado ha sostenuto l’accusa per omicidio insieme al sostituto pg Silvia Marzocchi – ha chiesto che lei sia processata.

ANSA