Nell’ultima seduta della sessione di febbraio del Consiglio Grande e Generale, i lavori si focalizzano sull’esame del comma 15 dedicato alle Istanze d’Arengo.
Da parte del Congresso di Stato arriva parere favorevole all’accoglimento dell’Istanza d’Arengo n.1 “per una modifica normativa riguardante in particolare il maturamento del trattamento pensionistico relativo ai lavoratori che offrono assistenza continua a persone anziane o con disabilità”. Gli istanti chiedono una “modifica della normativa affinché sia consentito ai lavoratori di persone anziane e/o con disabilità e non autosufficienti (badanti) di maturare il trattamento pensionistico rapportato al lavoro svolto”; inoltre che “che tali lavoratori siano soggetti a controlli periodici da parte di personale qualificato, nonché all’obbligo di seguire corsi di formazione adeguati alle loro mansioni”.
Antonella Mularoni (RF) sostiene che le strutture residenziali non bastano e le badanti sono “figure ormai strutturali nella nostra organizzazione sociale”. Avverte che ogni ostacolo alla loro permanenza va eliminato e che non si possono scaricare nuovi pesi sui nuclei familiari, già sotto pressione.
Carlotta Andruccioli (D-ML) chiede uno sguardo “a 360 gradi” e sottolinea che l’allungamento della vita è un fatto positivo, ma va governato con politiche adeguate: servono tutele previdenziali, formazione e controlli, senza dimenticare pensionati con redditi contenuti.
Michela Pelliccioni (indipendente) ricorda che la figura del caregiver era già stata inserita nella legge sul lavoro della scorsa legislatura, ma è rimasta inattuata per la mancanza del decreto delegato. Parla della “cosiddetta grey economy” come di una necessità per un Paese che invecchia e avverte che la risposta non può essere parziale: la non autosufficienza incide sull’equilibrio delle famiglie e richiede interventi strutturali, non misure episodiche.
Guerrino Zanotti (Libera) entra nel merito tecnico e osserva che il vero nodo è il requisito dei venti anni contributivi; propone di valutare strumenti di previdenza integrativa per garantire una copertura proporzionata agli anni effettivamente lavorati, senza aggravare le famiglie.
Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) ricostruisce l’evoluzione normativa dal 1997 a oggi e conferma l’orientamento favorevole, sottolineando che non si tratta solo di pensioni ma anche di qualità e trasparenza del servizio, con attenzione agli effetti fiscali indiretti. L’Istanza è approvata con 25 voti favorevoli.
Si passa quindi all’Istanza d’Arengo n.2 “affinché la Pubblica Amministrazione, l’ISS e le Aziende Autonome di Stato disdicano i contratti in essere che contemplino la fornitura di beni e servizi di aziende e società israeliane”. Il Congresso di Stato si esprime per il non accoglimento dell’Istanza. Su questa Istanza emergono sensibilità differenti anche all’interno della stessa maggioranza.
Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori riferisce che, a seguito delle verifiche presso l’ISS, “non risultano rapporti diretti con società aventi sede in Israele”. Sottolinea che un’interruzione unilaterale non trova fondamento nel quadro normativo vigente e potrebbe incidere sull’approvvigionamento farmaceutico, ricordando che San Marino non ha mai adottato misure restrittive oltre quelle derivanti da risoluzioni ONU o, nel caso russo-ucraino, da sanzioni UE recepite internamente.
Giuseppe Maria Morganti (Libera) riconosce che la misura non sarebbe risolutiva, ma insiste sul valore politico del gesto: San Marino riconosce la Palestina e le testimonianze da Gaza parlano di violenze inaccettabili.
Manuel Ciavatta (PDCS) invita a evitare letture manichee tra “buoni e cattivi” e distingue tra piano emotivo e piano giuridico-amministrativo. Ribadisce che la situazione a Gaza “non è accettabile”, ma osserva che l’interruzione unilaterale dei rapporti commerciali è problematica e difficilmente attuabile, anche per la complessità degli assetti societari internazionali. Per coerenza con l’indirizzo del Governo, il suo gruppo si dichiara contrario.
Matteo Zeppa (Rete) respinge l’idea che sia una questione ideologica e parla di “genocidio evidente” che non può essere sottostimato. Pur prendendo atto che oggi non esistono forniture dirette, sottolinea che l’istanza guarda anche al futuro e che interrompere un circuito economico legato a un’economia di guerra è un dovere morale. Per Zeppa anche “un passo minimo” è un segnale politico, e annuncia voto favorevole.
Tomaso Rossini (PSD) richiama un “obbligo morale ed etico” di continuare a denunciare le violazioni del diritto internazionale e riconosce che un embargo avrebbe un forte valore simbolico; tuttavia prende atto delle “criticità oggettive” sul piano formale e operativo.
Fabio Righi (D-ML) riporta il confronto sul terreno della coerenza della politica estera: ogni segnale per un piccolo Stato è per definizione “piccolo”, ma non per questo irrilevante. Pur condividendo l’indignazione per le atrocità della guerra, ritiene che l’istanza rischi di far compiere alla Repubblica un passo oltre la propria tradizione di neutralità e annuncia voto contrario. L’Istanza è respinta con 23 voti contrari, 7 favorevoli, 2 astenuti.
Si discute successivamente della Istanza d’Arengo n.3 “per avviare un processo di riforma complessivo del sistema scolastico sammarinese”.
Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini ricorda che la Segreteria è impegnata da tempo in “un percorso strutturato di revisione del sistema scolastico”, articolato in tre ambiti – interventi trasversali, inclusione e benessere, misure specifiche per ogni ordine di scuola – e chiarisce che le richieste dell’istanza “risultano già recepite nelle linee guida del progetto di legge”, per cui non viene data “alcuna indicazione di voto”. L’Istanza è accolta con 32 voti favorevoli.
Via libera all’Istanza n.24 sulla ripartizione solidaristica dei costi del congedo di maternità, accolta con 34 voti favorevoli.
Il ha spiegato che la Segreteria sta già lavorando a un decreto delegato per istituire un fondo cumulativo: “Semplificare non significa eliminare i controlli”, ha precisato in altro passaggio della seduta, ribadendo anche in questo caso la necessità di “assicurare reale equità fra imprese e lavoratori” attraverso una responsabilizzazione degli attori coinvolti.
Accolta con 33 voti l’Istanza n.19 per una normativa specifica contro le discriminazioni verso le persone con disabilità. Canti ha definito il contrasto alle discriminazioni “un carattere prioritario per la tutela dei diritti fondamentali”, annunciando che è allo studio una legge quadro antidiscriminatoria di carattere orizzontale, conforme agli standard europei.
Respinta invece l’Istanza n.20 sulla vita indipendente (3 favorevoli, 16 contrari). Il Segretario ha invitato al non accoglimento per la complessità della materia, proponendo un tavolo tecnico.
Marinella Chiaruzzi (Pdcs) ha parlato di “sfida enorme per tutti gli Stati europei”, suggerendo un ordine del giorno per riattivare il gruppo di lavoro già istituito nel 2022.
Accolta con 36 voti favorevoli l’Istanza n.17 sulle indagini statistiche nazionali sulla disabilità.
Antonella Mularoni (Rf) ha chiesto un “testo unico sulla disabilità” per superare l’approccio frammentato.
Via libera anche all’Istanza n.18 per l’aumento del Fondo per interventi sulla disabilità (28 voti favorevoli).
Il Segretario Alessandro Bevitori ha espresso parere positivo, pur precisando che eventuali incrementi dovranno essere “compatibili con gli equilibri generali del bilancio”.
Enrico Carattoni (Rf) ha sottolineato che “la cifra di 100.000 euro non può colmare le attuali lacune”.
Respinta con 10 voti favorevoli e 20 contrari l’Istanza n.7 per l’istituzione di un servizio d’ordine nelle manifestazioni pubbliche. Bevitori ha motivato il no richiamando il progetto di legge sul DASPO già avviato.
Matteo Casali (Rf) ha replicato che il DASPO “non parla affatto di questo tema”, chiedendo che gli organizzatori si facciano carico dei costi del servizio.
Ampio consenso (35 voti favorevoli) per l’Istanza n.21 sull’istituzione di un hospice. Canti ha ricordato che la struttura è già prevista nel Piano sociosanitario 2024-2026.
Miriam Farinelli (Rf) ha chiarito che “l’hospice non deve essere visto come il luogo dove si va a morire, bensì come uno spazio dove si è accompagnati a vivere il tempo che resta nella maniera più dignitosa possibile”.
Andrea Ugolini (Pdcs) ha definito l’hospice “un luogo di vita fino all’ultimo respiro”.
Respinta infine l’Istanza n.23 per la creazione della figura dell’hobbista professionale (25 contrari, 9 favorevoli).
Bevitori ha parlato di “contraddizione in termini”, spiegando che un’attività continuativa non può essere qualificata come hobby.
Gian Nicola Berti (Ar) ha replicato che “spetta all’autorità legislativa creare la possibilità di nuove casistiche professionali”, invocando maggiore flessibilità nel mercato del lavoro.
Di seguito un estratto dei lavori
20260220 – Consiglio Grande e Generale – Report venerdi 20 febbraio 2026











