Il Resto del Carlino. Repubblica di San Marino, 22 febbraio 2026 – Avevano affidato a quell’uomo i risparmi di una vita. Soldi messi da parte in anni di lavoro, convinti che fossero al sicuro. Invece, per una quindicina di famiglie – in gran parte riminesi – è arrivata una scoperta drammatica: centinaia di migliaia di euro spariti dai conti correnti, per un ‘buco’ complessivo stimato in milioni di euro.
Al centro della vicenda c’è un riminese di 58 anni, Luca Cicchetti, ex direttore della filiale Gualdicciolo della Banca di San Marino (posizione non più ricoperta da tempo). Secondo quanto denunciato dai risparmiatori, l’uomo avrebbe approfittato del rapporto di fiducia costruito negli anni. Non era solo un consulente: per molti era quasi «uno di famiglia». Proprio su quella fiducia – secondo i denuncianti – avrebbe fatto leva per convincerli ad aprire un conto nella banca per cui lavorava e ad affidargli somme importanti, promettendo investimenti sicuri e a basso rischio.
Le famiglie raccontano che spesso era lui ad andare direttamente nelle loro case per raccogliere il denaro e far firmare i documenti. Le operazioni principali, sostengono, non avvenivano in filiale ma nelle abitazioni private. Era sempre lui a mostrare estratti conto, a spiegare come stavano andando gli investimenti e, di tanto in tanto, a consegnare soldi presentati come interessi maturati.
Secondo il consulente dei querelanti (il commercialista Fabio Fraternali), il sistema avrebbe funzionato come uno schema Ponzi: i soldi dei nuovi clienti sarebbero stati usati per pagare gli interessi ai vecchi clienti, creando l’illusione che tutto andasse bene. Da qui la doppia denuncia – presentata sia in Italia, alla Procura di Rimini, che a San Marino dai legali delle famiglie, gli avvocati Piero Venturi, Gian Vito Antinori, Guido Saraceni e Alessandro Stolfi – con ipotesi di reati come appropriazione indebita, truffa e autoriciclaggio.
La novità più importante arriva in queste ore dal Titano. Il commissario della legge ha disposto l’archiviazione parziale del procedimento nei confronti della banca. In sostanza, la magistratura sammarinese ha stabilito che, dal punto di vista penale, l’istituto di credito non può essere ritenuto responsabile per quanto accaduto. Secondo quanto scritto nell’ordinanza, le eventuali irregolarità sarebbero state compiute dal 58enne nel suo esclusivo interesse personale. Anche se sono state riscontrate alcune lacune organizzative nella banca, eventuali vantaggi per l’istituto sarebbero stati solo «casuali». All’archiviazione si sono però opposti i legali dei danneggiati con un ricorso che dovrà essere valutato dal giudice d’Appello. Se il ricorso sarà respinto, si aprirà la fase del dibattimento solamente per il 58enne.
Il Tribunale ha inoltre precisato che le famiglie potranno comunque agire in sede civile contro la banca per chiedere il risarcimento dei danni. «Parliamo di famiglie che hanno visto sparire, da un giorno all’altro, i risparmi di una vita e che ancora oggi continuano a chiedersi come sia potuto succedere – spiega l’avvocato Venturi –. Riteniamo particolarmente grave e inaccettabile il fatto che l’istituto di credito non si sia mai offerto di risarcireintegralmente le somme in questione. Siamo pronti a portare avanti la nostra battaglia fino a quando alle vittime non sarà restituito, con gli interessi, fino all’ultimo centesimo».
Dal canto suo la banca ha sempre garantito la «massima collaborazione con le autorità giudiziarie ai fini dell’accertamento dei fatti». «La banca – aveva chiarito Bsm in una nota del 2023 – ha puntualmente provveduto, a termini di normativa vigente, a riscontrare le richieste avanzate nei suoi confronti dai clienti interessati, in gran parte riguardanti operazioni risalenti di anni». Il Resto del Carlino.











