Egregi signori che ricoprite le massime responsabilità dello Stato, abbiamo cercato di farvi riflettere sulla legge per naturalizzazione della doppia cittadinanza ma avete voluto procedere con una urgenza mai dedicata a leggi ben più urgenti per il Paese, con caparbietà e arroganza nonostante anche i pareri contrari e allarmati di autorevoli e competenti cittadini preoccupati per gli effetti sull’autonomia e la sovranità del nostro Paese.
Non sono emersi nelle motivazioni della necessità e urgenza di questa legge, adottata peraltro a maggioranza semplice nonostante la delicatezza del tema, né ipotesi di diritti soggettivi o interessi legittimi da garantire. Nessun piccolo Stato riconosce questo tipo di doppia cittadinanza ma neanche nessuno dei grandi stati lo riconoscerebbe se questi cittadini diventassero maggioranza nel loro Stato. L’talia addirittura nega la cittadinanza ai bambini ivi nati e scolarizzati. Il governo di San Marino e la maggioranza del consiglio hanno dimostrato di non avere ancora capito che siamo un piccolo Stato.
La doppia cittadinanza non è un diritto: non esiste alcun ordinamento internazionale che lo consideri tale. Se i sammarinesi in altri stati fruiscono di questa condizione in altri grandi Paesi è solo perché questi stati non rischiano certamente che lì i sammarinesi diventino maggioranza.
Restano quindi grossi dubbi sul perchè e sull’urgenza di questa legge. Ogni cittadino tenti autonomamente di capire.
Prima che sia tardi il Paese deve svegliarsi e individuare strumenti di difesa della autonomia e della sovranità, anche attraverso strumenti giurisdizionali, contando sugli esperti che si erano già chiaramente espressi contro il progetto di legge, contando sulla parte di Consiglieri che hanno avuto la coerenza e l’attaccamento al loro impegno istituzionale, giudicando severamente coloro che, eletti con mandato di difendere il Paese, lo stanno sostanzialmente mettendo in grave pericolo.
Infatti, fatte salve le doppie cittadinanze legittime di coloro che hanno un genitore di altra cittadinanza, si sono create le condizioni perché coloro che avevano rinunciato alla cittadinanza possano recuperarla. Sembra stiano già organizzandosi.
Non riusciamo a capire perché, invece di comunicati esaltanti, il governo non riesca a comprendere i pericoli insiti in tale legge.
il Comitato Civico sulla Cittadinanza











