San Marino. Editoriale presidente D-ML (Motus) Forcellini: ”ci serve di più”

Non so quanto la popolazione sia consapevole di come vadano le cose nelle stanze in cui si guida il nostro Paese, ma se legge anche per sommi capi le vicende che si susseguono mese per mese un ragionevole dubbio su chi ha eletto al “comando” è d’obbligo.


Fino a qualche tempo fa, la nostra preoccupazione era rivolta principalmente al fatto che qualsiasi proposta di miglioramento nella gestione del bene pubblico venisse stroncata, con l’ovvio obiettivo di non permettere agli elettori di accorgersi che in politica esiste qualcuno che si prende cura del Paese più che del proprio potere. Non parlo solo del nostro Partito, che certamente non ha mai digerito questo subdolo modo di fare, ma di tutti coloro che hanno provato a offrire un sano contributo e che sono stati puntualmente accompagnati alla porta. Il tutto costringendo, di fatto, la nostra Repubblica a morire lentamente di vecchiaia, soffocata dagli stessi problemi irrisolti.


Ora però la nostra preoccupazione si allarga dalla mancata costruzione del futuro al mantenimento dell’esistente. È un fatto estremamente allarmante che il Dirigente del Tribunale ci informi di un “piano parallelo” supportato da personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari contro San Marino, menzionando reati di “attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino”. In sostanza, come Sammarinesi, siamo venuti a conoscenza che qualcuno, supportato da personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, ha avuto l’intenzione di mettere a repentaglio la nostra sovranità, con i suoi oltre 1700 anni di storia. Non so se è chiaro che – e qua prendo in prestito le parole di altri dell’Opposizione – in ordine di gravità, “dopo l’omicidio c’è questo”. Sta di fatto che, ogni volta che ci chiediamo cosa ancora dovrebbe succedere, arriva puntualmente di peggio.


Appurata quindi la gravità della situazione, come si sono comportate le forze politiche in un momento così importante? In parole povere, per alcune di queste si tratta davvero di una “breve storia triste”:


1) la Maggioranza chiede di fare squadra anche all’Opposizione su fatti estremamente gravi;

2) l’Opposizione presenta un Ordine del Giorno al Consiglio per chiedere una Commissione di Inchiesta che accerti CHI, politicamente, abbia responsabilità nell’attacco alla Repubblica;


3) la Maggioranza non riesce a fare squadra con sé stessa e, litigando, NON riesce a presentare in tempo un proprio Ordine del Giorno al Consiglio per chiedere una Commissione di Inchiesta che accerti CHI, politicamente, abbia responsabilità nell’attacco alla Repubblica;

4) la Maggioranza NON sostiene l’Ordine del Giorno che chiede la Commissione di Inchiesta e si spacca, con la DC che vota NO, una parte di AR che vota NO, Libera che si astiene, gran parte del PSD che NON vota.


Pensate sia finita? Magari! Il giorno successivo, AR presenta un Progetto di Legge per istituire la Commissione di Inchiesta che abbia tempistiche, almeno apparentemente, differenti.

E qui, se fosse un film, la sala esploderebbe in un “No, vabbè…”.


Ora, indipendentemente dalle spiegazioni più o meno logiche che arrivano da diverse parti, potremo tutti quanti accettare di essere, nostro malgrado, nelle mani di una Maggioranza che, anche di fronte ai reati più gravi che minacciano la Repubblica, si comporta in questo modo? Perché il “no” alla Commissione di Inchiesta o l’incapacità di riuscire a proporre una propria linea in una fase così delicata è un segnale tanto forte quanto inquietante.

Davvero continua ad andare in scena il solito “film” della politica della polvere sotto il tappeto? Ce lo possiamo permettere?


Quello che sicuramente ci auguriamo è che i tentativi di distogliere l’attenzione della popolazione da ciò che sta accadendo siano inutili, perché sinceramente la casualità di un incidente sulla superstrada, un autobus a chiamata, l’annuncio di servizi digitali dagli stessi che li hanno demoliti o un parcheggio sgomberato non fanno pari con tutto quello a cui stiamo assistendo e certamente non fanno pari con tutto quello di cui il Paese avrebbe bisogno.

Ci serve di più. Al nostro Paese serve competenza dove può trovarla. E ci serve, in fretta, chi abbia davvero l’interesse a proteggere questa Repubblica.

Lorenzo Forcellini Reffi

Presidente di DOMANI Motus Liberi