Cronaca. Forlì, ex docente raggirato dopo il coma: due imputati davanti al giudice

Un uomo con un passato nella scuola, ridotto in condizioni di estrema vulnerabilità dopo un devastante sinistro stradale avvenuto a Cesena nel 2021. È attorno alla sua figura che ruota il procedimento penale per circonvenzione di incapace approdato nei giorni scorsi davanti al Tribunale di Forlì.

Il declino dopo l’incidente

La vicenda riguarda un ex docente forlivese la cui vita è cambiata drasticamente in seguito a un grave schianto che lo ha lasciato con importanti deficit cognitivi. A questo si sommavano problemi pregressi legati all’alcol e l’assunzione di ansiolitici, un quadro che lo avrebbe reso particolarmente esposto a raggiri. L’indagine è scaturita dalla denuncia sporta dal fratello della vittima alla Questura, dopo una segnalazione allarmante da parte del proprietario dell’appartamento in centro storico dove l’uomo viveva in affitto.

Condizioni di vita drammatiche

Ascoltato dalla giudice Ramona Bizzarri, il fratello ha descritto una situazione abitativa degradata oltre ogni limite. Nonostante la famiglia avesse organizzato un servizio di pulizia domestica, l’alloggio versava in condizioni igieniche gravissime: il bagno era fuori uso e non veniva riparato, con conseguenze tali da generare ripetute lamentele da parte del vicinato. L’uomo, secondo la testimonianza, era precipitato in un isolamento totale, aggravato da difficoltà economiche crescenti e da un trauma post-coma che ne aveva compromesso la lucidità.

Gli imputati e le accuse

Sul banco degli imputati siedono due persone. La prima è una giovane donna, vecchia conoscente della figlia della vittima, difesa dall’avvocata Greta Monti del foro di Ravenna. Secondo la ricostruzione accusatoria, la ragazza si sarebbe stabilita nell’abitazione dell’ex insegnante adducendo problemi familiari e sarebbe stata vista ripetutamente in banca mentre accompagnava l’uomo a prelevare denaro. Il secondo imputato, assistito dall’avvocato Marco Grammiaci di Forlì, avrebbe a sua volta trovato ospitalità nella stessa casa proprio nella fase di massimo decadimento della vittima.

L’abitazione diventata un porto di mare

Il familiare ha riferito che dopo l’incidente l’appartamento era diventato un luogo di continuo via vai, frequentato anche da una donna di origine africana oggi irreperibile. Proprio il progressivo deterioramento delle facoltà mentali dell’ex docente ha spinto i parenti a rivolgersi alle autorità per bloccare quella che ritengono una spoliazione sistematica dei beni del congiunto. L’amministratore di sostegno della vittima, rappresentato dall’avvocata Tania Guidoni, si è costituito parte civile. Il processo riprenderà in aprile.