Un episodio di violenza ha scosso la comunità di Santarcangelo nei giorni scorsi, quando un ragazzo di soli 14 anni è stato brutalmente aggredito alla fermata dell’autobus in pieno centro cittadino. L’assalitore, un giovane di 18 anni, ha colpito la vittima alla testa utilizzando una mazza, un gesto estremo scaturito da tensioni che covavano da tempo. Fortunatamente, il minorenne è stato subito assistito e trasportato in pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato ferite giudicate guaribili nell’arco di una settimana. Dietro il raid punitivo si celerebbero vecchi attriti: il maggiorenne, ora denunciato per lesioni, avrebbe agito per vendetta, convinto che il 14enne avesse bullizzato e preso in giro suo fratello minore.
Mentre la giustizia segue il suo iter formale con la denuncia presentata dai familiari della vittima, la comunità locale ha attivato una rete di supporto sociale per tentare di ricucire lo strappo. Come riportato dalle cronache locali, un ruolo cruciale è stato svolto dalla Parrocchia di Santarcangelo. Don Alessandro Zavattini e don Davide Arcangeli si sono spesi in prima persona, incontrando inizialmente i nuclei familiari coinvolti per poi favorire un faccia a faccia tra i due protagonisti della vicenda. Durante questo confronto, il 18enne ha mostrato segni di pentimento, porgendo le proprie scuse e riconoscendo apertamente l’errore e la gravità della propria condotta violenta.
Sull’accaduto ha preso posizione con fermezza il sindaco di Santarcangelo, Filippo Sacchetti, il quale ha voluto ribadire che la città non può considerarsi un’entità isolata o protetta da una campana di vetro rispetto alle trasformazioni sociali del Paese. Attraverso un messaggio pubblico, il primo cittadino ha evidenziato come una vera comunità debba far leva sulla propria rete di valori e relazioni per reagire prontamente in situazioni di crisi. Sacchetti ha espresso profonda gratitudine verso i due sacerdoti per l’opera di mediazione e pacificazione messa in atto, definendo questo intervento come la più alta forma di prevenzione, capace di dare forza agli esempi positivi rispetto a quelli negativi.
Oltre all’impegno delle istituzioni religiose, il sindaco ha tenuto a ringraziare i titolari del locale di kebab situato nei pressi della fermata, che non hanno esitato a soccorrere il 14enne immediatamente dopo l’aggressione, presidiando la situazione fino all’arrivo del personale sanitario. Nelle sue conclusioni, Filippo Sacchetti ha rimarcato l’orgoglio per una cittadinanza che non si gira dall’altra parte di fronte al brutto, ma sceglie la strada della collaborazione e della reazione attiva. La vicenda resta ora nelle mani delle autorità competenti, ma il segnale di coesione lanciato dal tessuto sociale di Santarcangelo punta a trasformare un evento traumatico in un’occasione di riflessione collettiva.












