San Marino. Sanità: ma i macchinari per chi li abbiamo comprati? Basta scuse sulle urgenze … di Marco Severini

Ancora? dopo le tante battaglie di GiornaleSM sulla sanità siamo ancora, nel 2026, a parlare di queste cose? A San Marino si parla tanto di eccellenza, di ospedale di stato all’avanguardia, ma poi la realtà e’ che se hai un’urgenza vera per una risonanza magnetica ti senti dire di ripassare tra tre settimane. O un mese. Ma stiamo scherzando? Un urgenza che aspetta venti giorni e’ una presa in giro ai danni dei cittadini che pagano le tasse e hanno il diritto di essere curati subito.

Marco Severini, direttore GiornaleSM

Il punto e’ questo: abbiamo macchinari che costano milioni di euro, tecnologia che mezzo mondo ci invidia, e poi le teniamo spente per meta’ giornata. Ma perche?? Se il personale dell’ISS ha i suoi turni, i suoi contratti e i sindacati che giustamente dicono la loro, allora perche non facciamo funzionare quelle macchine anche di sera? Di notte? Nel pomeriggio tardi quando l’ospedale sembra un deserto?

Non serve mica obbligare chi gia lavora e magari e’ stanco dopo dieci ore di turno. La soluzione e’ semplice, basta volerla vedere: prendiamo personale a chiamata. Professionisti esterni, gente qualificata che ha voglia di lavorare e che viene pagata per la prestazione che fa. Se arriva un privato dall’Italia, o se il sistema sanitario italiano ha bisogno e paga per mandare i suoi pazienti da noi, noi perche dobbiamo tenere la porta chiusa e il macchinario spento? Affittiamo quelle macchine! Facciamole lavorare h24 come si fa in ogni azienda seria del mondo che deve ammortizzare dei costi enormi.

Cosi l’ISS incassa soldi freschi, e allo stesso tempo si azzerano le code per noi sammarinesi. Perche io cittadino devo andare a pagamento a Rimini o a Pesaro quando ho il macchinario sotto casa che pero’ dopo una certa ora e’ spento come un televisore rotto? E’ assurdo e pure offensivo.

Il problema qui non e’ per forza la nuova dirigenza, il problema e’ che bisogna avere il coraggio di rompere certi schemi vecchi. Se i sindacati si oppongono a una proposta del genere, allora qualcuno ci deve spiegare perche e’ meglio far aspettare un malato per delle settimane piuttosto che far entrare un tecnico a chiamata per coprire la notte.

Qui bisogna scegliere da che parte stare: o vogliamo una sanita che cura la gente in tempo reale, o vogliamo un ufficio pubblico che chiude la serranda mentre la lista d’attesa fuori diventa chilometrica. Stessa cosa con tutte le visite 

Basta con le scuse dei guasti tecnici dell’ultimo minuto o della mancanza di personale. Se c’e’ la tecnologia, si deve usare. Se mancano le braccia, si trovano sul mercato. San Marino non puo piu aspettare i comodi di chi non vuole innovare per paura di cambiare le abitudini. Accendiamo sti macchinari e finiamola con questo scempio delle urgenze che urgenti non sono piu per colpa della burocrazia.

E poi c’e’ la questione delle visite in libera professione, o come le chiamano loro (intramenia sembra). Ma dico io, se un medico puo’ usare gli ambulatori e i macchinari dell’ISS per visitare privatamente e farsi pagare la parcella, allora perchè non possiamo usare lo stesso principio per far correre l’ospedale quando e’ fermo?

Il sistema gia’ esiste, non dobbiamo inventare nulla! Se un professionista puo’ prestare la sua opera a pagamento dentro le mura del nostro ospedale, allora facciamolo diventare un sistema a tappeto per abbattere le liste d’attesa. Usiamo quella benedetta libera professione per attirare pazienti da fuori, per far cassa e per pagare tecnici e medici che abbiano voglia di fare i turni di notte o del fine settimana.

Invece no, sembra che la libera professione sia un privilegio per pochi, mentre il cittadino comune deve mettersi in fila e sperare che la macchina non sia rotta o che il tecnico non sia in ferie. Se il privato puo’ pagare e avere il servizio subito dentro l’ISS, allora lo Stato deve essere furbo: apriamo le porte a chi viene da fuori, incassiamo il nolo dei macchinari e usiamo quei soldi per far passare avanti i sammarinesi che hanno urgenze vere.

E’ una questione di testa, non di soldi. Se le visite professionali funzionano per il portafoglio di qualcuno, devono iniziare a funzionare per le tasche dell’ISS e per la salute di tutti.

Io la vedo così.

Marco Severini – direttore GiornaleSM