La denatalità che ha colpito l’Occidente non è un fenomeno nuovo, nuovi devono essere gli strumenti messi in campo per fermare il venire avanti di uno scenario che potrebbe minare la società in cui viviamo dalle fondamenta. USL, dunque, accoglie con favore le parole del Segretario di Stato Canti, sul Progetto di Legge che modifica la norma sulla Famiglia, L. 14 settembre 2022 n. 129; progetto che è stato adottato dal Congresso di Stato. L’auspicio, come detto più e più volte, è che sia realmente rispondente alle esigenze delle persone e che venga approvato nel minor tempo possibile. Introdurre nuove tutele per chi oggi non ne ha, è un passo essenziale e lungamente atteso. Da tempo USL chiede l’introduzione di tutele alle neo-mamme senza lavoro, ci fa piacere ritrovare nel progetto di Legge le nostre istanze. Riteniamo che lo stesso principio dovrebbe essere esteso agli assegni familiari perché è evidente che chi non ha stipendio, ha paradossalmente più bisogno di aiuti, sempre che non abbia redditi elevati di altra natura. C’è dunque un doppio binario da seguire: da un lato vanno estese le tutele a chi già le ha, dall’altro occorre aumentare la platea degli aventi diritti. Del resto anche lo scenario di quasi piena occupazione richiede un cambio di mentalità, altrimenti le aziende finiranno con il dover cercare il personale con il lanternino. È questo il rischio che si corre quando una lavoratrice, un lavoratore, non sia messo nella condizione di lavorare bene e al contempo prendersi cura della propria famiglia. Il venire avanti di un modello con più attenzione per le esigenze di chi lavora, porterà frutti anche dal punto di vista della produttività. Ben venga a questo proposito anche il caregiver e le altre novità del Progetto di Legge che ci riserviamo di analizzare e tener monitorato nel dettaglio. A tal proposito ci aspettiamo una convocazione come OOSS prima dell’approvazione della norma. Cambiando infatti argomento ma rimanendo sempre nell’alveo della cura, con la stessa Legge si dovrebbe andare anche a introdurre finalmente la possibilità di richiedere permessi per assistere propri cari residenti fuori territorio. Peccato se tale facoltà sarà riconosciuta ai residenti a San Marino e non a chi, frontaliero, avrebbe parimenti diritto di vedersi riconosciuta tale sacrosanta tutela. “In questo ambito – ha ribadito il Segretario Generale di USL Francesca Busignani – una politica dei piccoli passi rischia di non portarci da nessuna parte mentre se, come sembra e come auspichiamo, ci sarà la volontà di apportare novità sostanziali, sostanziose e condivise, allora sì che potremo realmente, aiutare e tutelare le famiglie, le persone e sperare di invertire il trend dell’inverno demografico”.
Comunicato stampa – USL











