Un’offensiva di raggiri sempre più sofisticati sta colpendo duramente il territorio bolognese, culminando in un colpo record messo a segno proprio ieri, lunedì 23 febbraio. Una residente di Imola è rimasta vittima di una messa in scena architettata con estrema precisione, perdendo una cifra che si aggira intorno ai 300mila euro. Gli autori del reato sono riusciti a manipolare la donna spacciandosi telefonicamente per esponenti del commissariato locale, inducendola a effettuare ingenti bonifici bancari verso conti nella loro disponibilità.
Secondo quanto riportato dalla Questura di Bologna, questo episodio non è isolato, ma rappresenta il picco di un preoccupante incremento di truffe registrato nelle ultime due settimane. Il bersaglio principale rimane la fascia della popolazione più anziana, colpita da strategie che sfruttano la fiducia nelle istituzioni. Gli inquirenti hanno evidenziato come i malviventi utilizzino tecniche avanzate, arrivando persino a camuffare i propri numeri di telefono affinché appaiano sui display delle vittime come recapiti ufficiali appartenenti agli uffici della Polizia di Stato.
Le indagini per identificare i responsabili del maxi-furto a Imola sono attualmente in pieno svolgimento, ma nel frattempo le autorità hanno diffuso un vademecum operativo per prevenire nuovi casi. La Questura sottolinea come le trame più comuni spazino dal finto parente in grave pericolo di vita alla visita di sedicenti tecnici specializzati o impiegati di banche e uffici postali. In ogni circostanza, l’indicazione ufficiale è quella di mantenere il massimo riserbo: non bisogna mai fornire dati personali o beni materiali a estranei, né aprire la porta a sconosciuti, indipendentemente dalla divisa che indossano.
Per contrastare questi attacchi, la Polizia suggerisce un protocollo immediato in caso di chiamate sospette provenienti da presunti agenti: interrompere subito la comunicazione e contattare autonomamente il Numero Unico di Emergenza 112. Solo attraverso questa verifica diretta è possibile accertare la reale identità dell’interlocutore. La prudenza resta l’arma principale contro un fenomeno che, nell’ultimo periodo, ha dimostrato di poter causare danni patrimoniali e psicologici devastanti.











