Sant’Agata Feltria, il Festival della Pasquella fa il pieno: tradizione viva tra musica e memoria

Sant’Agata Feltria si conferma cuore pulsante delle tradizioni popolari romagnole. L’edizione 2026 del Festival della Pasquella si è chiusa con un successo straordinario, segnato da una partecipazione di pubblico che ha superato ogni aspettativa. In un comunicato diffuso dal Comune di Sant’Agata Feltria, l’amministrazione ha tracciato il bilancio di una manifestazione che ha saputo unire generazioni diverse nel segno dell’identità culturale.

La Sala delle Scuderie, centro nevralgico dell’evento, è apparsa gremita in ogni ordine di posto, con numerosi cittadini rimasti in piedi pur di assistere alle esibizioni dei gruppi di pasqualotti. Complice un clima particolarmente mite per il periodo, la festa si è poi spostata in Piazza Garibaldi per un’esibizione finale collettiva che ha coinvolto tutti i gruppi partecipanti in un’atmosfera carica di energia e spirito romagnolo.

Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato l’intervento di Luigi Mellini Sforza di Montegelli. A 89 anni, pioniere della coltivazione di erbe officinali e ultimo cantore tradizionale, ha emozionato la platea condividendo ricordi e testimonianze di una vita legata a doppio filo con la Pasquella. Un legame con il passato che ha trovato un altro momento di forte intensità simbolica nei saluti istituzionali: il Sindaco ha ricordato con commozione una Pasquella scritta dal padre, Alfredo Polidori (già primo cittadino del borgo), interpretata per l’occasione dal gruppo dei pasqualotti santagatesi in un passaggio di testimone tra generazioni.

Il Festival è stato anche l’occasione per omaggiare la memoria dello scrittore sarsinate Vittorio Tonelli, studioso instancabile delle tradizioni locali. L’evento si inserisce in una strategia di lungo periodo portata avanti dal Comune per la tutela del patrimonio immateriale. “Crediamo fermamente che le radici della nostra comunità non debbano andare disperse”, sottolineano dall’amministrazione, rimarcando come la memoria collettiva debba essere custodita e raccontata. Un impegno che prosegue attraverso collaborazioni costanti, come il festival “Venolta” e le iniziative che uniscono il trekking alla musica popolare.

La riuscita della kermesse è stata resa possibile dal coordinamento di Gualtiero Gori, che ha condotto l’evento, e dalla collaborazione tecnica di Thomas Bertuccioli e Piergiorgio Rosetti. Fondamentale il contributo delle associazioni “Viva el Ball” e “L’Uva Grisa”, oltre al lavoro di allestimento curato da Rinaldi Vallino. “Le nostre tradizioni non sono solo memoria, ma comunità viva”, conclude la nota del Comune, ringraziando i gruppi di pasqualotti e i cittadini che continuano a tramandare questo antico rito propiziatorio.