San Marino. Enrico Lazzari: ”San Marino RTV e il Referendum italiano sulla Giustizia: quando il Canale 550 diventa la “Radio Londra” del NO. Aspettando che Roma s’inc…arrabbi!”

C’è un’oasi di libertà, quassù sul Monte, che farebbe invidia ai pirati dei mari del Sud. Si chiama San Marino RTV. Un luogo magico dove la fisica politica si piega a leggi ignote e dove la celebre Par Condicio — quella noiosa regoletta italiana che dal 12 febbraio scorso obbliga le TV a dare un colpo al cerchio (Sì) e uno alla botte (No), o viceversa — viene trattata come un suggerimento opzionale, un po’ come il limite di velocità sulla superstrada a mezzanotte.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, la Par Condicio è quella “disciplina della parità di accesso ai mezzi di informazione” che in Italia scatta un mese prima del voto. Serve a evitare che chi ha il microfono in mano lo usi come una clava. Ma RTV e voi siete a San Marino, giusto? Certo, il Titano è uno Stato sovrano. Peccato che la vostra TV di Stato sia partecipata al 50% dalla RAI, sia diretta da un uomo di nomina RAI come Roberto Sergio e trasmetta comodamente sul canale 550 del digitale terrestre italiano, di SKY e di TvSat, entrando – potenzialmente, ovviamente – nelle case di milioni di elettori, oltre che nei salotti dei circa 3.500 residenti sammarinesi che hanno diritto di voto per la riforma costituzionale in materia di giustizia.

Eppure, a guardare il portale web e i telegiornali di RTV delle ultime due settimane (ovvero dopo il 12 febbraio scorso, giorno in cui in Italia gli spazi informativi televisivi sono regolamentati e distribuiti equamente fra ragioni del SI e ragioni del NO), la sensazione non è quella di un’informazione equilibrata, ma di un banchetto monocolore. Se fosse la torta di un grafico, questa non sarebbe nemmeno a spicchi: sarebbe un cerchio perfetto, dipinto nel suo 100% di un Rosso NO che non ammette sfumature. O almeno questo è quanto ho trovato io ricercando sul sito web della vostra Tv di Stato…

Il 13 febbraio ci hanno deliziato con le parole “incendiarie” di Nicola Gratteri, fermamente contro la riforma. Dieci giorni dopo, il 23 febbraio, è toccato a Giovanni Bachelet spiegarci che in ballo c’è lo “smantellamento del CSM”. Vero? Falso? Non sta a me dirvelo… dovrebbe farlo ogni organo di informazione equilibrato. Del fronte del “Sì”? Del perché il Governo italiano (che è il socio di riferimento tramite la RAI e che sulla riforma si gioca la faccia) ritenga necessaria questa svolta? Zero. Nada. Silenzio tombale. Ma c’è tempo per rimediare…

Ora, lungi da me dirvi cosa votare. Il voto è sacro, ma dovrebbe essere anche informato. Se però l’unica dieta mediatica è quella somministrata dal Canale 550, il rischio è che l’elettore arrivi alle urne con una visione del mondo – diciamo – un po’ parziale. Ma questo, in chiave sammarinese, è il meno… In questa disequilibrata, per non dire monocolore informazione, c’è un problema più profondo, che va oltre la libertà di stampa e sfocia nella geopolitica e nelle relazioni internazionali del Titano (con il conto salato).

Come pensate che venga letta, a Roma, questa improvvisa passione di RTV per le ragioni del “No”? In un momento in cui i rapporti tra il Titano e il Governo italiano sono delicati come un cristallo di Boemia, vedere la TV di Stato — diretta da un dirigente mandato proprio dall’Italia — trasformarsi nel megafono dell’opposizione e di una parte di Magistratura italiana potrebbe non essere la migliore idea del secolo.

A pensare male si fa peccato”, diceva quel marpione di Giulio Andreotti, “ma talvolta ci si indovina”. E qui, a pensar male, si vede una redazione “di Stato” che sembra giocare una partita tutta sua, forse dimenticando che RTV non è una “fanzine” privata, ma un’istituzione che rappresenta oltre confine, anche in Italia, la Repubblica.

L’ingerenza è un’accusa pesante, ma il confine tra “cronaca” e “propaganda” diventa sottilissimo quando si cancella sistematicamente una metà del campo. Non vorremmo che questo squilibrio comunicativo si trasformasse nell’ennesimo boomerang diplomatico, pronto a tornare indietro proprio quando San Marino ha bisogno di tutto, tranne che di essere visto come la “fronda” mediatica del Governo Meloni.

Cari concittadini elettori, un consiglio: prima di segnare quella croce, cercate, leggete, confrontate. Non fidatevi di chi vi serve un menù a piatto unico. Non fidatevi di una sola campana, che sia del SI’ o che sia del NO… E a chi sta nella stanza dei bottoni di RTV, un piccolo suggerimento: la Par Condicio non sarà legge sul Monte, ma il buonsenso e la prudenza diplomatica dovrebbero esserlo. Anche perché, di solito, quando Roma si arrabbia, non manda mazzi di fiori. O, voi che sedete sulle comode poltrone del Congresso di Stato con deleghe agli Affari Esteri o all’Informazione, avete già dimenticato le settimane in cui il Titano venne circondato dai “soldatini” in divisa grigia, inviati dall’allora Ministro delle Finanze di Roma Vincenzo Visco? …O la “Black-List”?

Enrico Lazzari