Cronaca. Ravenna, cane soppresso: dopo la condanna del veterinaio a giudizio l’83enne che lo custodiva

Si apre un nuovo fronte giudiziario nella complessa vicenda legata alla morte di Balto, il labrador di 15 anni soppresso nell’agosto del 2020. Dopo la recente sentenza di primo grado che ha condannato l’ex veterinario Mauro Guerra a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con annessa radiazione dall’albo, dovrà affrontare il processo anche l’uomo che aveva il compito di accudire l’animale nei giorni della tragedia.

Imputato è un 83enne, vicino di casa dei proprietari del cane, al quale l’animale era stato affidato temporaneamente. Il percorso legale per l’anziano è stato tortuoso: inizialmente prosciolto dal Giudice per l’udienza preliminare, la sua posizione è stata rivista dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura contro il non luogo a procedere. Il Tribunale di Bologna ha quindi ritenuto necessario un approfondimento dibattimentale, rinviando gli atti a Ravenna. Il processo inizierà il prossimo giugno davanti allo stesso magistrato che ha emesso la condanna nei confronti del veterinario.

I fatti contestati risalgono al 19 agosto 2020. Quel giorno, i proprietari del labrador – tra cui l’ex direttrice del carcere cittadino, assolta in primo grado insieme al marito ma con appello della Procura pendente – non erano in casa. L’intervento della Polizia Locale, allertata dai guaiti dell’animale, aveva rivelato una situazione critica: il cane era stato trovato disidratato, sofferente e lasciato al caldo senza cibo né acqua. Nonostante le condizioni precarie, secondo gli agenti non versava in pericolo di vita imminente, ma fu comunque sottoposto a eutanasia senza anestesia dal veterinario chiamato in causa.

L’inchiesta scaturita da quell’episodio ha portato alla luce un quadro di presunte sofferenze prolungate nel tempo per l’animale, che secondo l’accusa avrebbe vissuto gran parte della sua esistenza in condizioni di isolamento e scarsa cura. L’anziano custode dovrà ora rispondere delle proprie responsabilità in merito alla gestione del quadrupede in quei drammatici frangenti, in un procedimento che vedrà costituirsi parte civile anche le associazioni animaliste.