In un comunicato diffuso oggi dal canile intercomunale di Riccione, viene resa nota una straordinaria storia di dedizione e responsabilità che vede protagoniste due giovani volontarie e due piccoli felini meno fortunati. Al centro del racconto ci sono Viola e Matisse, due gattini fratelli recuperati sul territorio a sole tre settimane di vita in condizioni di salute disperate.
A causa di una severa infezione da herpes virus, la vista dei due cuccioli era già irrimediabilmente compromessa al momento del ritrovamento. Per salvarli, è stato necessario sottoporli a un delicato intervento chirurgico di rimozione oculare. Quello che per molti sarebbe stato un destino segnato si è però trasformato in una nuova vita grazie all’incontro con Federica e Sara, due sorelle di 24 e 18 anni che da tempo rappresentano un pilastro per la struttura riccionese.
Il percorso delle due giovani testimonia come il volontariato richieda non solo passione, ma anche formazione e competenza. Federica e Sara, infatti, si sono diplomante come Pet Sitter e Cat Sitter seguendo corsi specializzati per garantire la massima professionalità nel delicato compito dell’allattamento e della cura dei cuccioli. Dopo aver accolto Viola e Matisse nella propria abitazione per le prime cure, le due sorelle hanno deciso di non separarsene più, trasformando lo stallo in un’adozione definitiva.
Oggi i due gattini vivono una quotidianità serena e dinamica. Nonostante la cecità, giocano, saltano ed esplorano l’ambiente con un’energia che stupisce chiunque li incontri. La loro integrazione familiare è stata totale: i felini convivono felicemente con Cloe e Sam, i due cani di casa che hanno assunto il ruolo di “fratelli maggiori”, dimostrando come le barriere fisiche e le differenze di specie possano essere superate con naturalezza.
Secondo quanto reso noto dal Canile di Riccione, questa storia vuole essere un segnale di speranza e un invito a non ignorare gli animali con disabilità o patologie croniche. Troppo spesso questi compagni di vita vengono scartati durante le adozioni, ma l’esperienza di Federica e Sara dimostra che, guardando oltre il limite fisico, è possibile scoprire un mondo di affetto e vitalità. L’auspicio della struttura è che altri animali “speciali” possano trovare famiglie coraggiose, capaci di trasformare una sfida sanitaria in una meravigliosa esperienza di vita condivisa.












