Un controllo stradale di routine lungo l’autostrada A14 si è trasformato in un arresto di rilievo nella giornata di ieri, mercoledì 25 febbraio, quando la Polizia Stradale di Bologna ha intercettato un uomo che tentava di sfuggire alla giustizia italiana avendo cambiato legalmente il proprio cognome all’estero. Il trentottenne di origine albanese è stato fermato nei pressi dell’area di servizio Pioppa Est, in direzione nord, a bordo di un’auto che era già finita nel mirino degli inquirenti. La vettura, infatti, era stata segnalata solo poche ore prima in provincia di Forlì, poiché sospettata di essere collegata ad alcuni furti messi a segno in diverse abitazioni della zona.
Al momento dell’alt della Polizia, i due occupanti del veicolo hanno manifestato un evidente nervosismo che ha spinto gli agenti ad approfondire l’ispezione. La perquisizione dell’abitacolo ha confermato i sospetti dei poliziotti: all’interno dell’auto sono stati rinvenuti del denaro contante e una confezione di profumo, beni ritenuti provento dei furti consumati nel forlivese. Per entrambi i soggetti è scattata immediatamente la denuncia per il reato di ricettazione, ma la posizione del trentottenne si è aggravata drasticamente una volta condotto in caserma per le procedure di identificazione.
Sebbene un primo controllo documentale non avesse evidenziato anomalie, l’esame del fotosegnalamento ha svelato la vera identità dell’uomo. È emerso che il soggetto era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Bergamo per una condanna a nove mesi di reclusione, legata a reati contro il patrimonio commessi nel 2016. Gli accertamenti hanno chiarito che l’uomo, dopo aver lasciato l’Italia proprio in quell’anno, aveva sfruttato le procedure burocratiche del suo Paese d’origine per cambiare cognome, mossa finalizzata con ogni probabilità a eludere i controlli delle forze dell’ordine italiane e sottrarsi alla pena pendente.
L’operazione si è conclusa con il trasferimento del trentottenne in carcere, mettendo fine a una latitanza che durava da quasi dieci anni.











