Nel pomeriggio la Commissione Consiliare Permanente IV ha concluso l’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS, con un confronto fitto su riorganizzazione, sostenibilità, liste d’attesa e scelte strategiche legate al nuovo ospedale, incluse esternalizzazioni e finanza di progetto.
Ad aprire il dibattito è stato Gian Carlo Venturini (PDCS), che ha richiamato la necessità di “affrontare il tema della mobilità volontaria e della mobilità per aree compartimentate” per “razionalizzare al meglio le risorse umane” senza “ridurre in alcun modo” i servizi, anzi per “erogare altri e nuovi servizi”. Venturini ha posto l’accento sul “progetto anziani”, sull’attuazione dell’hospice e sul potenziamento dei posti letto. Tra i punti politici sollevati la legge sulla famiglia e la figura del caregiver, e la riorganizzazione della medicina di base per “ritornare a un rapporto più diretto, più umano” superando le modalità introdotte durante il Covid.
Il Direttore Amministrativo ISS Manuel Canti ha ringraziato per la “manifesta vicinanza della componente politica”, definendola “assolutamente vitale” perché le scelte richiedono “un equilibrio difficilissimo” tra efficientamento e qualità, in un settore dove pesano abitudini consolidate. Canti ha indicato una rotta metodologica: prima “un’analisi approfondita dei processi e delle procedure”, poi il completamento del “funzionigramma” per chiarire “cosa fa e di cosa si occupa ogni singola struttura”, e solo dopo – se necessario – una revisione dell’atto organizzativo. Ha chiarito la distinzione con il fabbisogno del personale: “Sono due documenti concettualmente e funzionalmente ben diversi”. Ha usato un esempio per spiegare possibili evoluzioni: “La pneumologia sta alla geriatria come l’ortopedia sta all’oculistica”, ipotizzando in futuro una maggiore autonomia e visibilità delle specialità.
Sul fronte infrastrutturale, Canti ha aggiornato su lavori e priorità: “Abbiamo dato assoluta priorità all’oncologia”, con avvio cantieri “tra la fine di marzo e i primi di aprile”. Sull’hospice: ricerca di “soluzioni transitorie meno onerose e più veloci”. E sul nuovo ospedale ha difeso una finanza di progetto “leggera” e “flessibile”, anche con remunerazioni legate a servizi manutentivi o accessori, puntando a “riprendere in mano la documentazione… e avviare una procedura a evidenza pubblica” tramite “dialogo competitivo”, per un contratto “dinamico” e adattabile nel tempo.
Il Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini ha impostato un intervento netto: “La finanza di progetto non è una scelta ideologica ma una necessità economica ineludibile”. Ha affrontato tre temi: camera ardente, hospice e consulenze. Sulla camera ardente: “Concordo pienamente sulle criticità”, ma la priorità è l’hospice. Sull’hospice: individuata una sede “rapida e a basso costo nell’ex padiglione della casa di riposo”, “transitoria” ma immediata. Sui consulenti ha fornito numeri e metodo: “Ho trovato due milioni e duecentomila euro unicamente per consulenti ad personam”; dopo revisione con i primari e alcune rinunce “siamo scesi a un milione e seicentomila euro”, cercando di trasformare collaborazioni in assunzioni a tempo determinato e correggendo “grave disomogeneità nelle retribuzioni orarie”. Sul taglio lineare del 10%: “Ha portato alle dimissioni di un solo medico senza causare alcuna presunta fuga di cervelli”.
Il cuore politico e mediatico della seduta è stato però sulle liste d’attesa e sull’appropriatezza prescrittiva. Bertolini ha definito i numeri “fuori scala”: “A fronte di un bacino di sole 35 mila anime abbiamo in un anno oltre 1.100.000 esami del sangue, 70 mila indagini radiologiche e oltre 452 mila visite specialistiche”. La risposta proposta passa per percorsi e regole: “Stiamo fortemente implementando i PDTA con ottimi risultati per la dermatologia e il monitoraggio dei nevi”. Ha denunciato dinamiche di domanda impropria: “Il caso surreale del paziente che prenota visite mensili dall’otorino per un semplice tappo di cerume”. E sul 118 ha riconosciuto il valore del medico a bordo anche di notte, ma ha evidenziato i limiti di organico attuali: “Non disponiamo della pianta organica adeguata”; nel frattempo, protocollo per consentire agli infermieri di somministrare “farmaci salvavita come l’adrenalina” su indicazione medica.
Canti è tornato sul tema sostenibilità e servizi esternalizzati. Sul personale e farmaci: “La spesa sanitaria per ben il settanta per cento” è composta da “costi del personale e dei farmaci”; serve “agire sull’efficientamento delle risorse umane” con “pieno e convinto sostegno politico”. Ha spiegato che parte dell’incremento di spesa è legato ai forfait sanitari verso l’Italia: “Quasi sei milioni… per i numerosi frontalieri”. Sulle pulizie: aumento inevitabile dopo rinnovi contrattuali, con razionalizzazione del servizio. Sulle cucine, nodo “esternalizzazioni”: di fronte a un adeguamento da “quattrocentocinquantamila euro” in un blocco destinato alla demolizione e difficoltà nel reperire cuochi, “abbiamo quindi deciso di esternalizzare questo servizio accessorio”, valutando la ricollocazione del personale “nel settore scolastico statale”.
Il Segretario di Stato Marco Gatti ha condiviso l’idea che progettare la sanità a dieci anni sia poco utile: “Pensare oggi a una prospettiva di dieci anni è sostanzialmente una perdita di tempo”. Sulle pensioni ha respinto l’ipotesi di una nuova riforma ravvicinata: “Se un’altra nel 2026, significa che l’abbiamo fallita completamente”. Alla domanda se nella finanza di progetto i servizi core resteranno pubblici, Miriam Farinelli (RF) ha chiesto: “Mi basta solo un sì o un no”, e Gatti ha risposto secco: “I servizi core resteranno tutti in capo all’ISS”.
L’ordine del giorno della maggioranza, letto da Maria Adele Aida Selva (PDCS), “condivide gli interventi attuati e le linee di azione” del Comitato Esecutivo e dà indirizzi operativi. Tra i punti salienti: (a) riduzione liste d’attesa rivedendo orari e utilizzo di locali e diagnostica, e rimodulando autorizzazioni alla libera professione; (b) linee guida per appropriatezza prescrittiva; (c) revisione e razionalizzazione delle collaborazioni e convenzioni, privilegiando accordi quadro pluriennali con diritto di recesso; (d) potenziamento progetto anziani (ARA e ADI, visite domiciliari programmate, ottimizzazione OSS e infermieri); (e) realizzazione hospice e lungodegenza; (f) rafforzare rapporto medico-infermiere-paziente superando gradualmente il triage territoriale e riorganizzare la medicina di base in presidi integrati; (g) nuovo servizio di visite pediatriche; (h) protocolli con Emilia-Romagna per invio pazienti e formazione; (l) firma elettronica e fascicolo sanitario elettronico, telemedicina; (m) bilancio sociale ISS 2025. Al Governo, tra i mandati: aggiornare fabbisogno ISS e disciplina trasferimenti per salute; Pdl sulla libera professione e norma urgente per prestazioni aggiuntive; aggiornare regole PDR; consolidare disciplina prestazioni extra; linee guida del nuovo piano sanitario e aggiornamento atto organizzativo.
Dai banchi dell’opposizione, Matteo Casali (RF) ha criticato l’impostazione politica: “Documenti elenchi di buoni propositi”, e si è detto “spiazzato” dall’idea che pensare a lungo termine sia inutile. Sul nuovo ospedale ha chiesto trasparenza: “Pretendo che questo dibattito avvenga alla luce del sole”. Ha attaccato il rischio di PPP senza controllo pubblico: “Come possiamo pretendere se oggi non siamo nemmeno in grado di alzare il telefono per richiamare un nostro primario?”. E in replica finale ha contestato la visione del canone: parlare solo di canone “sarebbe infinitamente più corretto chiamare semplicemente affitto”, chiedendo “di cominciare a condividere i dati tecnici”.
Emanuele Santi (Rete) ha rimarcato “grave divergenza di vedute” nel Comitato Esecutivo sull’atto organizzativo e ha avvertito: “Da vent’anni discutiamo degli stessi nodi”, ma senza coraggio politico “non risolveremo mai nulla”. Ha denunciato criticità in oncologia, con malati che “devono condividere i bagni con la pediatria”, e ha chiesto chiarimenti sui costi: “Pulizie aumentate del venti per cento, spesa per medicinali da sedici a ventuno milioni”.
Farinelli (RF) è tornata sulla casa di riposo: “È assolutamente necessario una figura medica responsabile e stabile”, e ha chiesto “monitoraggio puntuale delle infezioni” nelle RSA: “Solo i numeri nudi e crudi ci dicono se stiamo operando bene”.
Nelle battute conclusive Gatti ha difeso la finanza di progetto come modalità per evitare indebitamento diretto: “Non è un semplice contenitore ma una precisa modalità”. Ha spiegato che il canone dipende da “quanti e quali servizi decideremo di esternalizzare” e ha ribadito che “non è stata fatta alcuna scelta definitiva”.
Infine Vladimiro Selva (Libera) ha invitato a non “blindare” soluzioni e ha sostenuto l’idea di lasciare al costruttore la manutenzione: “Per garantire la massima qualità eviterà di risparmiare sui materiali”. E ha avvertito sul costo dell’attesa: “Stiamo spendendo cifre ingenti per la manutenzione della struttura esistente”, risorse che potrebbero finanziare il nuovo ospedale.
La discussione proseguirà domani alle 13:00 con la votazione dell’ordine del giorno.
20260226 – Commissione Consiliare IV – Report giovedi 26 febbraio 2026 pomeriggio











