Calciomercato Serie A 2025: chi ha speso di più?
Analisi degli investimenti dei club di Serie A nel 2025: il primato del Milan, Atalanta e Como protagoniste, e l’evoluzione del calcio femminile in Italia.
Il 2025 si è chiuso come l’anno della riscossa finanziaria per il calcio italiano. Dopo stagioni all’insegna della prudenza e dei parametri zero e con tanta invidia verso il mercato inglese, i club di vertice della Serie A sono tornati a far sentire la propria voce sul mercato internazionale. Ma chi ha davvero messo mano al portafoglio in modo più massiccio? Lo scudetto del calciomercato vede il Milan protagonista assoluto con oltre 164 milioni investiti, seguito dall’Atalanta e dalla Juventus, mentre la neopromossa Como ha sconvolto gli equilibri con investimenti superiori ai 100 milioni.
Milan e Atalanta: i veri protagonisti della spesa
Il primato del Milan
Il Milan ha fatto la voce grossa sul mercato estivo, piazzando colpi per oltre 164 milioni. Allegri, di ritorno a San Siro dopo la parentesi juventina, ha pescato soprattutto gioventù: dal Chelsea è arrivato Nkunku (37 milioni), dal Belgio Jashari (36 milioni dal Club Brugge), dall’Italia Samuele Ricci (23 milioni dal Torino). Investimenti che guardano al domani, bilanciati però da un colpo a effetto: Luka Modri?, svincolato di lusso dal Real Madrid, chiamato a fare da mentore ai nuovi arrivati.
La risposta dell’Atalanta
L’Atalanta si è confermata protagonista con oltre 120 milioni di spesa. Dopo la cessione record di Retegui per 68 milioni, la Dea ha reinvestito con intelligenza: Krstovic dal Lecce (25 milioni), Kossounou dal Bayer Leverkusen (20 milioni), Sulemana, Zalewski e il talento Ahanor per 17 milioni ciascuno.
Juventus: consolidamento strategico
La Juventus ha completato una campagna da circa 137 milioni, concentrata sui riscatti di giocatori già in rosa: Conceição dal Porto (32 milioni), Kelly, Kalulu e Di Gregorio, oltre a Zhegrova (15,5 milioni) e l’arrivo a parametro zero di Jonathan David.
Le sorprese: Como e Napoli tra ambizione e strategia
La vera rivelazione è stata il Como, che ha superato i 100 milioni di spesa. Sotto Cesc Fabregas, i lariani hanno investito 28 milioni per Jesus Rodriguez, 25 per Baturina, 19 per Kuhn, confermando ambizioni che vanno oltre la salvezza. La scelta di trattenere Nico Paz, respingendo il Real Madrid, testimonia la serietà del progetto dei fratelli Hartono. Il Napoli di Conte ha investito oltre 115 milioni, completando il restyling con acquisti mirati come Noa Lang dal PSV Eindhoven e Rasmus Hojlund dal Manchester United.
L’impatto europeo degli investimenti
Questa rinnovata forza d’urto economica si lega indissolubilmente alle ambizioni dei club nelle competizioni europee. Spesso, l’andamento del mercato influenza direttamente le percezioni sulla forza delle rose, un dato che si riflette chiaramente nell’analisi delle quote scommesse Champions League, dove i club italiani hanno visto migliorare sensibilmente il proprio posizionamento tra i favoriti. Come confermato anche dai report ufficiali della UEFA, il miglioramento del ranking e la stabilità dei ricavi da stadio hanno permesso alle italiane di tornare a investire con una fiducia che non si vedeva da tempo.
Il peso degli ingaggi e la sostenibilità
Investire non significa solo pagare il cartellino. Il vero sforzo dei club nel 2025 è stato gestire il monte ingaggi in un’era di inflazione salariale. Mentre si discute dei contratti milionari dei top player maschi, il dibattito si è esteso anche ad altre realtà del settore. Nasce così la curiosità su quanto guadagnano le calciatrici di Serie A, specialmente dopo che il passaggio al professionismo ha prodotto i primi frutti in termini di tutele e stipendi minimi garantiti, pur restando lontano dai volumi del settore maschile.
Prospettive per il 2026
Mentre ci avviamo verso la parte finale della stagione 2025/2026, gli investimenti massicci del 2025 rappresentano l’inizio di un nuovo ciclo. La Serie A ha capito che per competere con i colossi europei serve investire nel talento in modo intelligente. La crescita dei ricavi commerciali e la riforma dei diritti TV offrono una base solida su cui costruire, e i club hanno investito con una visione a lungo termine, puntando su asset che possano garantire sia risultati sportivi che plusvalenze future. Il calcio italiano non è più solo la “terra dei parametri zero”, ma un campionato dove si torna a investire con coraggio, per un possibile Rinascimento del movimento calcistico italiano.











