In data odierna, il Patto per il Nord – Consulta Frontalieri ha riacceso i riflettori sulla gestione fiscale dei lavoratori e dei pensionati che operano tra l’Italia e la Repubblica di San Marino, sollecitando un intervento normativo radicale. Secondo quanto comunicato dall’organizzazione in una nota ufficiale diffusa oggi, lunedì 2 marzo 2026, l’attuale disciplina sulle doppie imposizioni risulta penalizzante e necessita di una revisione strutturale immediata per garantire equità di trattamento.
Al centro della polemica vi è la Convenzione bilaterale firmata nel 2002 e ratificata dall’Italia nel 2013. Nonostante l’obiettivo dichiarato di evitare la doppia tassazione, l’applicazione concreta del regime fiscale determina un aggravio economico significativo per chi risiede in Italia ma lavora sul Titano. Il movimento sottolinea come la “franchigia fiscale”, pur essendo stata confermata nelle ultime leggi di bilancio, rappresenti solo un palliativo che non risolve il problema alla radice.
In molti casi, la combinazione tra le trattenute alla fonte a San Marino e il conguaglio IRPEF in Italia porta a un carico impositivo superiore rispetto a quello previsto da altre convenzioni stipulate dallo Stato italiano. “Il principio generalmente applicato ai lavoratori frontalieri con il Principato di Monaco, la Svizzera e l’Austria prevede la tassazione esclusiva nel Paese di produzione del reddito o meccanismi compensativi decisamente più favorevoli”, spiega la nota firmata dal referente territoriale Riccardo D’Orazi.
Il Patto per il Nord denuncia inoltre l’immobilismo politico della legislatura in corso. Nonostante gli impegni assunti attraverso vari Ordini del Giorno in Parlamento, a oggi non risultano modifiche organiche alla Convenzione. Per questo motivo, il movimento, in collaborazione con il vice responsabile organizzativo federale Simone Mazzi, ha annunciato l’impegno formale per promuovere una revisione del trattato che elimini gli effetti della doppia imposizione sostanziale.
In vista delle elezioni del 2027, l’istanza punta a ottenere un trattamento fiscale coerente con i principi di capacità contributiva sanciti dall’articolo 53 della Costituzione italiana. “Il sostegno dei cittadini sarà determinante per trasformare questa istanza in un risultato concreto”, conclude D’Orazi, ribadendo la volontà di garantire finalmente un’equità fiscale comparabile agli altri contesti frontalieri europei.











