Cronaca. Rimini, guerra in Medio Oriente: festa e paura in piazza, studenti bloccati a Dubai

Il terremoto geopolitico innescato dal raid congiunto contro i vertici di Teheran ha avuto ripercussioni immediate anche sulla Riviera romagnola, divisa tra le manifestazioni della comunità persiana e l’ansia per i concittadini rimasti isolati nel Golfo.

Piazza Cavour è diventata il punto di ritrovo per molti giovani iraniani residenti a Rimini. I sentimenti che animano la piazza sono contrastanti: da un lato c’è l’entusiasmo per quella che viene percepita come la fine di un regime oppressivo, dall’altro il terrore per il vuoto di potere e la mancanza di contatti con le famiglie in patria. Il blocco quasi totale della rete internet in Iran impedisce infatti di avere notizie certe dai propri cari, alimentando uno stato di profonda angoscia.

Sul fronte dei riminesi all’estero, la chiusura dello spazio aereo ha creato situazioni critiche negli Emirati Arabi Uniti. Diverse testimonianze raccolte raccontano di un clima surreale. Lucio Raffaelli, cittadino riccionese, ha descritto una città dove regna l’incertezza, pur senza sfociare nel panico collettivo. Più drammatica la testimonianza di Elena Magnani, ricercatrice di Coriano bloccata in Belgio, che vive ore di apprensione per il marito e la figlia rimasti ad Abu Dhabi sotto il rombo dei droni e l’azione dei sistemi di difesa antimissile.

A preoccupare maggiormente è la sorte di una scolaresca riminese. Un gruppo di studenti delle superiori, che si trovava negli Emirati per partecipare al progetto internazionale “L’Ambasciatore del Futuro”, non è riuscito a imbarcarsi sul volo di ritorno da Abu Dhabi. I ragazzi sono stati trasferiti in una struttura protetta a Dubai e sono in contatto con i genitori. La Farnesina sta monitorando il caso minuto per minuto, ma il rientro in Italia potrebbe slittare di diversi giorni in attesa che i cieli vengano riaperti al traffico civile.