San Marino. Libera. La denatalità: un’opportunità di innovazione per la scuola

La riorganizzazione dei plessi scolastici, alla luce dell’emergenza demografica, rappresenta un tema cruciale per il futuro del sistema educativo sammarinese.

È questo un tema che va affrontato orientando il confronto verso modalità educative innovative e soluzioni organizzative evolute e la politica che sta esprimendo la Segreteria di Stato per l’Istruzione va in questa direzione.

Libera sostiene la sperimentazione che verrà avviata ad Acquaviva, fondata sull’integrazione tra asilo nido e scuola dell’infanzia in una prospettiva 0-6 anni. Riteniamo che questa scelta rappresenti un passaggio importante: integrare significa soprattutto costruire una reale continuità educativa, ma anche ottimizzare le risorse e offrire alle famiglie un servizio più completo, flessibile e rispondente ai bisogni contemporanei. In molti Paesi europei il modello 0-6 è già una realtà consolidata, considerata un’evoluzione del sistema educativo e non una risposta emergenziale. Anche per San Marino può diventare un’opportunità se accompagnata da una progettazione seria, da un forte coordinamento pedagogico e da un’adeguata organizzazione degli spazi. Solo così potrà trasformarsi in un’esperienza di riferimento per l’intero territorio.

Parallelamente, per quanto riguarda la scuola primaria e in particolare i plessi con numeri molto ridotti nel prossimo futuro, Libera invita a confrontarsi sul tema delle classi aperte. Un modello educativo che, se ben progettato, può rappresentare anch’esso un’opportunità educativa. Nelle classi aperte non si fa tutti la stessa cosa nello stesso momento, si lavora in modo differenziato, per gruppi e per livelli di competenza. Si possono immaginare, ad esempio, classi diverse che insieme affrontano alcune attività, con l’insegnante che alterna momenti di spiegazione diretta a fasi di lavoro autonomo. In discipline come ad esempio le scienze, ma anche nelle materie umanistiche, si può lavorare su temi comuni con approfondimenti graduati: il tema è condiviso, ma gli obiettivi sono calibrati sull’età e sulle competenze. Le classi aperte possono favorire autonomia e collaborazione: i bambini più grandi consolidano le proprie competenze anche attraverso il supporto ai più piccoli, in un’ottica di apprendimento cooperativo e assunzione delle responsabilità.

Nel corso del dibattito avvenuto in Commissione Uno, Libera ha inoltre evidenziato il crescente disagio giovanile, sempre più evidente nelle scuole primarie e medie, con segnali già nella primissima infanzia: difficoltà nella regolazione emotiva, insicurezze, minore capacità di esprimere le emozioni, tempi di attenzione ridotti e talvolta ritardi nel linguaggio, fragilità che riflettono anche le difficoltà delle famiglie. Per questo Libera ritiene prioritario investire sulla prevenzione, rafforzando l’alleanza scuola-famiglia e rendendo strutturale l’équipe composta da psicologa e insegnanti che opera nelle classi a fianco dei docenti, con un lavoro di monitoraggio e strategie condivise; un modello che andrà ulteriormente potenziato anche attraverso l’inserimento di figure di sistema come pedagogisti ed educatori, così da consolidare in modo stabile la capacità preventiva e progettuale delle scuole, consentendo percorsi di inclusione ed equiparazione delle opportunità.

La crisi demografica rappresenta una sfida che deve trasformarsi nell’opportunità di cambiare e innovare il nostro sistema educativo. 

Nel progetto di trasformazione risulta importante il continuo aggiornamento del corpo docente anche rispetto ai nuovi obiettivi e l’introduzione di criteri di valutazione definiti in termini di competenze che di capacità didattica nell’insegnamento.

Libera – San Marino