La secretazione dei nominativi degli artefici dello scandalo relativo alla tentata svendita della Banca di San Marino e dell’attentato alla integrità e alla libertà della Repubblica non mi impedisce di trarre alcune prime conclusioni della mia accanita battaglia civile e sociale contro la svendita della banca.
Ho sostenuto che il Paese non poteva e non doveva rinunciare ad una banca mutualistica con una lunga e onorata tradizione. Ho messo in rilievo la pericolosità di un acquisto affaristico che poteva preludere ad una brutta avventura.
Ho ritenuto un grave errore economico svendere la banca in una fase particolare della trattativa sull’associazione all’Unione Europea. Ho affermato che BSM poteva essere rilanciata e potenziata con apporti finanziari interni.
Ho sbattuto contro il muro di gomma del governo e dei politicanti ….. silenziosi, ma a fatti compiuti mi sembra che la mia contrarietà alla svendita fosse più che giustificata.
L’affarismo che ha visto impegnati politici, faccendieri e associazioni in combutta tra loro, ha condotto ad uno scandalo clamoroso che ha messo a rischio la Repubblica.
Meno male che il pentolone è stato scoperchiato da Banca Centrale, AIF e Tribunale, ma i danni economici e reputazionali sono enormi per il Paese e per BSM, e qualcuno dovrà renderne conto.
Vendere una delle nostre banche è un rischio molto alto a causa anche delle nuove frontiere dei truffatori, del riciclaggio di denaro sporco frutto di evasione fiscale, dei capitali illeciti accumulati con il traffico di droga o con le ruberie.
Solo nel 2025, la Guardia di Finanza ha accertato, in Italia, 4,1 miliardi di euro di riciclaggio. Considerando gli schemi classici di riciclaggio come trasporto di contante, finte transazioni e fatture false, la preoccupazione è molto forte. Si possono fare operazioni criminali e poi lasciare la chiave e sparire.
Uno scandalo finanziario sarebbe devastante e metterebbe in pericolo la sopravvivenza dello Stato. Pertanto dobbiamo agire con la massima prudenza; tagliare i collegamenti criminali; isolare i soggetti politici individuati dal Tribunale e altri; pubblicare i nominativi; fare controlli rigorosi e sistematici.
Si deve tutelare l’interesse pubblico. Sempre!
Emilio Della Balda











